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Sensibilità, intelletto, e ragione: Nella critica della ragion pura Kant distingue 3 diverse facoltà:
• la sensibilità con cui riceviamo i dati dall’esperienza.
• L’intelletto con cui organizziamo, pensiamo tali dati
• La ragione, con cui tentiamo di guardare al di la del mondo dell’esperienza.
Il filosofo descrive compiti, possibilità e limiti di tali facoltà dove affronta la questione delle forme a priori della conoscenza. Tale sezione si articola in due parti principali: l’”Estetica trascendentale e la Logica trascendentale:
• L’estetica trascendentale studia le forme a priori della sensibilità, la facoltà mediante cui gli oggetti ci sono sati. Tali forme sono lo spazio e il tempo.
• La logica trascendentale è suddivisa a sua volta in Analitica trascendentale e Dialettica trascendentale
L’analitica trascendentale si occupa della facoltà intellettiva, mediante la quale gli oggetti intuiti dalla sensibilità sono pensati in categorie. La dialettica trascendentale, infine, studia la ragione e le sue forme o idee pure (le idee dell’anima, del mondo e di Dio) che inducono un uso delle categorie non legittimo sul piano conoscitivo.

Spazio e tempo: La conoscenza immediata degli oggetti sensibili consiste in intuizioni empiriche. L’uomo, è capace solo di intuizioni empiriche, il suo rapporto con le cose avviene solo nella sensibilità. L’uomo non è capace di intuizioni intellettuali, dunque non vi è alcuna visione diretta da parte dell’intelletto o della ragione di oggetti intelligibili. Con le intuizioni sensibili noi conosciamo i fenomeni, cioè gli oggetti non come sono in se ma come ci appaiono, cioè come ce li rappresentiamo nello spazio e nel tempo. Inoltre nelle intuizioni empiriche, Kant distingue una materia e una forma. La materia della conoscenza sono le sensazioni, cioè le modificazioni che un oggetto produce sulla nostra capacità di sentire, la forma è invece costituita dalle due intuizioni pure a priori dello spazio e del tempo. Lo spazio ordina i dati gli uni accanto agli altri e il tempo gli uni dopo gli altri. Al tempo vengono ricondotte anche le rappresentazioni ordinate nello spazio. Spazio e tempo sono “intuizioni”, in quanto modi e forme ci il soggetto si presenta in modo diretto e immediato i contenuti della sensazione sono “pure” perché indipendenti da qualsiasi contenuto empirico, sono “a priori” perché vengono prima dell’esperienza. Ad esempio, noi non potremmo nemmeno rappresentarci un oggetto come esterno se non possedessimo già una rappresentazione spaziale in cui collocarlo. D’altra parte solo intendendo lo spazio e il tempo come intuizioni pure a priori si giustifica la possibilità di costruire due scienze come la geometria e l’aritmetica: esse sono costituite da giudizi sintetici a priori fondati sull’intuizione pura dello spazio e del tempo. Dunque per Kant, spazio e tempo non sono “esistenti per se”, non sono realtà oggettive ma sono modi e funzioni con cui il soggetto organizza la conoscenza a livello della sensibilità. In tal modo comincia ad apparire chiaro in che cosa consista la rivoluzione copernicana. Quindi i giudizi sintetici a priori nella geometria e nell’aritmetica sono possibili grazia alla intuizione delle forme pure a priori della sensibilità ovvero il spazio e il tempo.

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