Kant introduce la sua filosofia basandosi sul problema di cosa sia possibile conoscere e come conoscere,introducendo i limiti della possibilità.Dunque si chiede come sia possibile la matematica come scienza pura, (mentre fino a quel momento i filosofi precedenti come Leibniz avevamo dato per vera questa scienza)Proprio da questo si deduce che Kant andava molto più a fondo rispetto agli altri filosofi ed era molto più analitico. Un altro argomento importante riguarda la concezione "dell'io penso". Anche Kant arriva e condivide questo pensiero, ponendo il suo "io penso" simile a quello di Hume. Kant,tramite i giudizi sintetici a priori e a posteriori si chiede cosa conosciamo. I giudizi sintetici a priori sono quei giudizi nei quali la sintesi tra soggetto e predicato si fonda su un principio a priori interno al soggetto conoscente che non rischia di scadere nel particolare ed è in grado di accrescere conoscenza.I giudici sintetici a posteriori sono dipendenti dall'esperienza e non aumentano il grado di conoscenza, inoltre, sono contingenti e possono cambiare. Questo filosofo inoltre tramite l'estetica trascendentale cerca di rispondere alla domanda GNOSEOLOGICA (ovvero, come è possibile conoscere e qual è la conoscenza sensibile vera?) con i concetti di spazio e tempo. Il tempo è il senso interno, non è un concetto empirico derivante da una qualche esperienza. Questo tempo siamo noi,lo diamo noi, noi diamo esattamente la successione,infatti senza l'essere umano sarebbe tutto un susseguirsi di attimi.Il tempo non è universale ma soggettivo.Questo concetto ha una sola dimensione, è infinito, è sempre applicabile a tutte le azioni fenomenicamente possibili, non è altro che la forma del senso interno,ossia dell'intuizione di noi stessi e del nostro stato interno. È la condizione formale a priori di tutti i fenomeni.Lo spazio invece è il senso esterno ma si trova comunque dentro di noi. Non si può pensare all'assenza di oggetto nello spazio.Non si può parlare di più spazi, ma di un unico e solo spazio aperto e non si può parlare di vuoto assoluto all'interno di esso poiché è riempito sempre da particelle. Nello spazio è presente il concetto di simultaneità perché è sempre uno,perché è una forma a priori della sensibilità.Risssumento lo spazio, altro non è che la forma dei fenomeni dei sensi esterni, anche la concezione soggettiva della sensibilità, sotto la quale soltanto ci è possibile l'intuizione esterna.Il mondo ci è dato grazie a queste forme,attraverso le quali percepiamo. in qualche modo l'esperienza attiva le nostre forme pure a priori( spazio e tempo).

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