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La dialettrica trascendentale

Per Kant la dialettica continua a significare discorso doppio. Ma him questo caso è il discorso doppio che la ragione fa con se stessa. Una elle accezione che Kant dà a questo termine è: facoltà di pensare l'incondizionato andando oltre i confini dell'esperienza .

Ora il problema che la ragione mira a risolvere è quello della totalità. Le singole esperienze non sono altro che una parte di tutta la sfera dell'esperienza. L'esperienza possibile è circoscritta. Però so vorrebbe afermare la totalità. Ontelleto e ragione sono due cose diverse. E l'intelletto si trasforma in ragione quando c'è la mancanza di fenomeni.
Quando la ragione si pone il problema di Dio non sa scegliere: questa significa dialettica. Ma Dio, l'anima, il mondo non producono alcuna conoscenza. E quando la ragione va oltre la sfera del fenomeno produce tante contraddizioni che dimostrano come la metafisica non può essere considerato una scienza.

Anima: si applicano le categorie all'io penso che non è un oggetto.
Dio: Prova ontologica, prova cosmologica, prova fisico-teologica.
Mondo: antineomeni

I postulati

Sono le parti finali dell'opera in cui Kant si rende conto che per dare senso alla vita morale occorre postulare alcune cose.
Postulare: è un termine utilizzato soprattutto in campo geometrico (ovvero quando partendo da una cosa si deducono poi le conseguenze).
Kant dice per dare senso alla vita morale postulò che esista Dio e che si abbia un anima immortale; però, dal punto di vista pratico dovremo comportarci come se esista Dio e come l'anima fosse immortale (cioè non avere i dubbi).

Il postulato , allora, come potrebbe essere definito?
È un volere morale, un principio che mi pongo senza dimostrarlo (infatti non si può dimostrare l'esistenza di Dio) e tutto questo è semplicemente finalizzato al fatto di voler dare un senso alla vita morale e vivere felice.

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