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Immanuel Kant: La psicologia razionale e la cosmologia razionale

Psicologia razionale
l’ idea dell’io, di sostanza soggetto, prende il nome di anima. kant sostiene che tutte le argomentazioni espresse dai metafisici sono tutte dei paralogismi costituiti su un “quaternio terminorum”, poiché il medio, è preso, infatti, con due significati diversi ( e non unico come in un normale sillogismo di 3 termini):
1. è sostanza ciò che può essere pensato come soggetto e non altrimenti;
2. un essere pensante può essere pensato solo come soggetto;
3. esso, quindi è sostanza (l’essere pensante);
nella prima affermazione, il termine soggetto è inteso come cosa, oggetto di cui si può predicare qualcosa (richiama le categorie). nella seconda affermazione, invece, assume il senso di autoconsapevolezza, e quindi non può essere altrimenti pensato che come soggetto. si tratta, di conseguenza, di un paralogisma:

1.caso = sogg. come categoria
2.caso = sogg. come autoconsapevolezza
3.caso = sogg. stesso e sostanza
in conclusione, il paralogismo consiste nell’attribuire la categoria di sostanza a una funzione intellettiva l’io penso, funzione unificatrice dell’intelletto che da semplice forma unificatrice dell’esperienza diviene un ente metafisico, una «realtà permanente» chiamata «anima».la categoria può essere applicata ai dati sensibili - empirici, ma non all’io penso che è un’unità formale (l’uomo non è autorizzato ad affermare l’ontologia dell’io penso perché non possiede dati empirici). in breve è l’uomo che è cosciente “in quanto essere pensante” ma non può conoscere il sostrato noumenico dell’io perché non fa esperienza, giacché non sollecita sensazioni empiriche. l’uomo, perciò, non si conosce come un fenomeno spazialmente e temporalmente determinato e ulteriormente precisato dalle categorie in quanto “l’essere uomo metafisico” sfugge all’uomo stesso. quindi, quando l’uomo tenta questa conoscenza metafisica di sé cade in un paralogismo logico.

Cosmologia razionale
Secondo Kant, anche la cosmologia razionale che pretende di far uso della nozione di mondo, inteso come la totalità assoluta dei fenomeni esterni, è destinata a fallire, poiché l’uomo può sperimentare questo o quel fenomeno, ma non la serie completa dei fenomeni. infatti, quando i metafisici sostengono di poter fare un discorso intorno al mondo nella sua totalità, cadono inevitabilmente nelle «antinomie», veri «conflitti della ragione con se stessa», contraddizioni insolubili, che si concretizzano in coppie di affermazioni opposte, nelle quali sia la tesi che l’antitesi, sono sorrette da ragionamenti rigorosi, ma non si basano sull’esperienza. tesi e antitesi potrebbero essere entrambe vere o entrambe false, ma non è possibile propendere per le une o per le altre perché manca il controllo empirico. Le antinomie kantiane sono quattro. Kant nota che le tesi sono proprie del pensiero metafisico e del razionalismo, mentre le antitesi sono tipiche dell’empirismo e della scienza. Poi puntualizza che per quanto riguarda la terza e la quarta antinomia, le antitesi valgono per il fenomeno (in cui non c’è mai ne Dio ne la libertà) mentre le tesi potrebbero valere per la cosa in sé, il noumeno (poiché sconosciuto potrebbe esserci posto per Dio e la libertà).

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