Kant. Io penso, metafisica e critiche

Io penso
• L’unificazione del molteplice non deriva dalla molteplicità stessa (sempre passiva), ma da un’attività sintetica che ha la sua sede nell’intelletto.
• Identifica la suprema unità fondatrice della conoscenza con il centro di unificazione della conoscenza e del pensiero, l’io penso.
• L’io penso deve poter accompagnare tutte le mie rappresentazioni (al contrario non potrebbe essere pensata).
• L’attività dell’io penso si attua tramite i giudizi (basati sulle categorie, come le diverse maniere di agire dell’io penso); gli oggetti pensati sono forzatamente categorizzati.

Noumeno
• Deriva da noesis = pensiero puro.
• Intendere il fondamento del sapere in termini di possibilità e di limiti, cioè conformemente al modo d’essere di quell’ente pensante finito che è l’uomo.

• Il sapere non può estendersi al di là dell’esperienza poiché le categorie funzionano solo in rapporto al materiale che organizzano, considerate di per sé sono vuote.
• Nel momento in cui il soggetto si rapporta alla cosa in sé, si può avere un doppio esito:
• se la cosa in sé viene rappresentata come fenomeno all'interno delle condizioni a priori della sensibilità e dell'intelletto, può dare luogo alla sintesi conoscitiva (materia + forma) che riguarda solo l'apparire della cosa e non la cosa stessa (senso negativo del noumeno);
• se la cosa viene cercata 'in sé' e quindi al di fuori delle condizioni in cui può essere conosciuta nel suo apparire, si generano le idee della ragione (noumeno) sulle quali si basa la metafisica (senso positivo del noumeno).
• Il limite del sapere è il fenomeno; tutto ciò che è al di fuori della sensibilità, non è conoscibile.

La metafisica e le sue idee
• Idee come pensati puri.
• Problema se la metafisica possa essere considerata scienza.
• Kant intende la Dialettica trascendentale come l’analisi e lo smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica.
• Il voler procedere oltre i dati esperienziali, poiché la nostra ragione è attratta dal dare una spiegazione globale e onnicomprensiva di ciò che esiste.
• Tre sono le idee trascendentali, proprie della ragione:
1) la ragione unifica i dati di senso interno mediante l’idea di anima, che è l’idea della totalità assoluta dei fenomeni interni (studiata dalla psicologia razionale);

2) la ragione unifica i dati di senso esterno mediante l’idea di mondo, che è l’idea della totalità assoluta dei fenomeni esterni (studiata dalla cosmologia razionale);
3) la ragione unifica i dati interni ed esterni mediante l’idea di Dio, inteso come la totalità di tutte le totalità e fondamento di tutto ciò che esiste (studiata dalla teologia razionale).
• L’errore sta nel trasformare queste tre esigenze mentali di unificazione dell’esperienza in altrettante realtà.

Critica alla psicologia razionale e alla cosmologia razionale
• La psicologia razionale si basa su un paralogisma (ragionamento errato).
• Applicare la categoria di sostanza all’io penso, trasformandolo in una realtà permanente chiamata anima.
• Pretesa di dare una serie di valori all’io penso (immortale, immateriale…).
• È conoscibile a noi solo l’io fenomenico, derivato dall’esperienza, non l’io penso.
• Anche la cosmologia si basa su un paralogisma.
• Pretende di far uno della nozione di mondo, inteso come la totalità assoluta dei fenomeni cosmici.
• Kant dice che si posso studiare solo un numero limitato di fenomeni e non tutti contemporaneamente.
• Tutti i ragionamenti metafisici cadono nelle antinomie, ossia dei conflitti della ragione con se stessa.
1) Il mondo ha un cominciamento secondo il tempo e lo spazio (Pitagora, Aristotele, Razionalisti).
Il mondo è infinito secondo il tempo e lo spazio (Atomisti, Empiristi).
2) Tutto nel mondo consta del semplice (Empedocle-Radici).
Non vi è niente di semplice, tutto è composto.

3) Vi sono nel mondo delle cause con libertà (Dio crea il mondo per sua volontà).
Non vi è libertà, ogni cosa segue le leggi della natura.
4) Nella serie delle cause cosmiche vi è un certo essere necessario.
In quella serie non vi è niente di necessario, tutto è contingente.

Critica alle prove dell’esistenza di Dio
• Prova ontologica: dio è perfetto, in quanto tale esiste, perché l’esistenza è una delle condizioni necessarie.
• Non si può passare dal piano della possibilità logica a quello della realtà ontologica (ipostatizzazione).
• La prova ontologica o è impossibile o è contraddittoria: impossibile se deriva da un’idea una realtà, contraddittoria se nell’idea del perfettissimo assume già quell’esistenza che dovrebbe dimostrare.
• Prova cosmologica: uso illegittimo del principio di causa. Partendo dall’esperienza di enti etero causati si ha la pretesa di innalzarsi ad un primo anello incausato.
• Da puri concetti si vuol far scaturire presuntuosamente delle esistenze.
• Prova fisico-teologica (teleologica, studio degli scopi): bellezza del mondo causata da una Mente ordinatrice .
• Cause da Aristotele: materiale, formale, causale, finale (il fine determina l’azione).
• Serie di azioni, con fine di ordine e bellezza, preordinate forzatamente da una mente che ordina, Dio (concezione antropomorfa del mondo).
• Serie di forzature logiche e utilizzi mascherati dell’argomento ontologico.

• Kant ritiene che la ragione umana non possa dimostrare né l’esistenza di Dio, né la sua non-esistenza.

• La metafisica per Kant ha una funzione euristica: spinge l’uomo a cercare e trovare conoscenze valide.

Registrati via email