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Immanuel Kant - Vita ed opere

Kant nacque nel 1724 e morì nel 1804. Visse sempre a Königsberg, nella Prussia orientale, che oggi si chiama Kaliningrad. Kant fu importante perché con la sua filosofia rappresentò il superamento del razionalismo e dell’empirismo in un colpo solo. È un rappresentante del pensiero illuministico. Nacque da una famiglia di origine scozzese che seguiva l’orientamento religioso del pietismo, che era una corrente di pensiero sviluppatasi all’interno del luteranesimo contraddistinta da un rigore morale ancora più forte. In tutta la sua lunga vita, Kant non uscì mai dai confini di Königsberg. Si dice che fosse una persona molto precisa ed estremamente abitudinaria. C’è un aneddoto secondo cui le persone di Königsberg regolassero gli orologi sulle varie azioni quotidiane di Kant, che si ripetevano infatti ogni giorno allo stesso preciso orario. Frequentò il liceo classico, frequentò l’università di Königsberg e i suoi interessi, oltre alla filosofia, erano rivolti alle scienze naturali. Nel suo rapporto con la filosofia fu determinante la lettura di Hume che secondo il filosofo prussiano fu meritevole di “averlo svegliato dal sonno dogmatico”. Nel 1870 ottenne la libera docenza all’università di Königsberg grazie alla pubblicazione della Dissertazione. Kant dovette quindi tenere una lezione pubblica in cui espose alcune delle sue idee che anticipavano quelle del suo pensiero maturo. L’orientamento filosofico di Kant viene definito criticismo o kantismo. Le opere principali di Kant furono tre: la Critica della ragion pura (1781), la Critica della ragion pratica (1788) e la Critica del giudizio (1790). Ci fu anche un’altra opera minore, Per la pace perpetua (1795), di carattere politico, in cui Kant auspica la formazione di un governo sovrannazionale che potesse armonizzare i rapporti tra gli stati. La fama di Kant divenne mondiale con la pubblicazione delle tre Critiche. Era una persona piacevole, aperta alle novità, disponibile e coerente con il proprio pensiero. Kant fu entusiasta di fronte alle varie rivoluzioni del tempo. Sulla sua tomba si fece scrivere “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

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