pser di pser
Ominide 5819 punti

KANT: IL GIUDIZIO SINTETICO A PRIORI

La domanda iniziale della prima critica di Kant è come possiamo stabilire le caratteristiche che deve avere il giudizio e vedere se il giudizio razionalista ed empirista può essere sicuro o no: egli descrive 3 caratteristiche che il giudizio deve avere per essere scientifico: deve essere universale, ossia valido per tutti i casi presi in esame, ma anche necessario, ossia deve essere così e non può essere diversamente. La differenza tra la necessità e l’universalità è data dal fatto che la seconda può anche essere diversa: queste due però vanno sempre insieme e sono sempre collegate, tant’è che quando Kant nomina una di esse ne sottintende l’altra; l’ultima caratteristica è la fecondità in cui il giudizio mi deve portare ad una conoscenza nuova sulla natura della parola presa in esame, ovvero il predicato del giudizio non deve essere collegato con il soggetto: infatti nell’esempio nel concetto di alunno non è incluso il fatto che deve giocare a calcio e quindi non è necessario. Potrei anche affermare che il primo esempio può essere incluso nella fecondità ma in realtà la necessità non mi fornisce qualcosa di nuovo sull’oggetto: in apparenza quindi necessità e fecondità non sembrano poter coesistere visto che con la necessità rinunciamo alla fecondità. Definite le caratteristiche del giudizio scientifico, Kant parte dalle due correnti dei razionalisti e degli empiristi e tenta di osservare se almeno una di queste due correnti ha individuato un giudizio scientifico: egli identifica il ragionamento dei razionalisti come analitico a priori e fornisce un esempio “tutti i corpi sono estesi“. In tale esempio si vede di sicuro il suo carattere universale poiché nella stessa idea di corpo è incluso il concetto di estensione e di necessità visto che non può esistere un corpo senza estensione; ma tale affermazione non ci dice nulla di nuovo sul soggetto preso in esame e quindi manca la fecondità. Per quel che riguarda gli empiristi il loro giudizio è sintetico a posteriori: sintetico perché operiamo una sintesi e arriviamo a qualcosa che non avevamo in precedenza attraverso una semplice deduzione logica e a posteriori perché lo possiamo dire solo dopo: l’esempio di Kant “tutti i corpi sono pesanti“ però potrebbe ingannare ed essere fuorviante perché sembra una affermazione uguale a quella razionalista ma in realtà egli intendeva che dobbiamo prendere prima in esame i corpi per determinare se sono pesanti: un esempio più conosciuto e non forieri di errori è “ tutti i cigni sono bianchi “, che ricalca un po’ l’intuizione aristotelica ed è feconda perché ci dice qualcosa che non sapevamo ma per nulla universale (non potremmo mai essere sicuri che non esistano cigni bianchi prima di averli visti tutti) né necessaria (non è detto che non esista un cigno nero). Entrambi i giudizi presentano quindi dei lati negativi e non concorrono ad un giudizio scientifico: per avere un giudizio di tal genere bisogna fondere e prendere ciò che c’è di buono in uno e nell’altro, ossia l’a priori del giudizio analitico, visto che il predicato discende così in maniera logica, naturalmente dal soggetto e non bisogna verificare l’affermazione e il sintetico perché aggiunge la fecondità che l’analitico non possiede.

Registrati via email