Mongo95 di Mongo95
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Il punto di partenza di ogni conoscenza è l’esperienza. Ma da essa possiamo far derivare solo un’universalità relativa, cioè probabile, legata alle esperienze possibili per l’uomo. Si deve andare oltre: alla ricerca di una scienza che non abbandoni il terreno dell’esperienza, ma che garantisca conoscenze certe e non solo probabili.
Kant quindi distingue diversi tipi di giudizi. Il giudizio è lo strumento del conoscere: conoscere è giudicare. Giudizio è il nesso tra soggetto e predicato di una proposizione. Può essere quindi analitico se il predicato esprime qualcosa che è già contenuto nel soggetto, o sintetico se il predicato si trova interamente fuori del concetto espresso dal soggetto. I giudizi sintetici sono normalmente a posteriori, cioè valgono solo per i casi di cui abbiamo esperienza: per questo il loro valore è particolare, e non sono estendibili a tutti i casi possibili. Ma come sono possibili giudizi sintetici a priori, cioè che siano fecondi ma al tempo stesso universali? Kant ritiene che i giudizi matematici siano sintetici: le proposizioni matematiche sono certamente a priori, cioè non ricavabili dall’esperienza, tuttavia la ampliano. A maggior ragione solo saranno anche i principi della geometria e della fisica.

Ciò che connette soggetto e predicato in modo universale e necessario, cioè in modo valido in tutti i casi, non proviene dunque dall’oggetto dell’esperienza, ma dal soggetto. L’oggetto mi può essere dato in un numero finito di casi. È il soggetto che ha la facoltà di unificare i dati molteplici della sensibilità per mezzo di una sintesi capace di universalità. Per spiegare gli oggetti si deve studiare prima come funziona la mente; qui si troverà il fondamento della validità del sapere scientifico.
Ciò che rende dunque possibile la conoscenza sono delle strutture che Kant distingue in tre facoltà principali: la sensibilità, in cui gli oggetti ci sono dati per mezzo dei sensi; l’intelletto, attraverso cui pensiamo gli oggetti per mezzo delle categorie, cioè concetti generali della nostra mente; la ragione, con cui cerchiamo una spiegazione complessiva della realtà, andando oltre l’esperienza.

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