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FORMALISMO ED ETERONOMIA

La seconda caratteristica che deve avere la legge morale secondo Kant viene definito il formalismo kantiano, ossia che la legge morale per essere universale deve essere formale cioè non deve dire cosa devo fare ma come devo agire. Un’altra caratteristiche della legge morale è l’autonomia (dal greco, legge a sé stessa), che Kant spiega opponendogli il concetto di eteronomia (ossia legge che viene da un altro). Kant distingue quindi tra morali autonome ed eteronome: le morali eteronome esigono che l’uomo si comporti in un determinato modo introducendo degli elementi esterni come ad esempio premi e castighi che servono a supportare il comando (ad esempio: se vuoi essere felice, comportati bene, dove il comportarsi bene viene seguito dall’uomo solamente in base al premio che tale azione comporta, ossia l’essere felici).
Tale tipo di comando non può essere morale in quanto è l’elemento, il fattore che aggiungo che mi fa comportare in quel modo e non la ragione: inoltre per ottenere l’obiettivo di Kant, ossia una legge morale, devo fare affidamento solo sulla ragione e non su influenze esterne. Proprio per questo la morale deve essere autonoma ed inoltre con tale distinzione viene spiegato da Kant anche il concetto del dovere per il dovere ossia il fatto che mi devo comportare in un determinato modo perché la ragione mi dice di farlo. Queste prime tre caratteristiche si rivelano quindi collegate fra di loro

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