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Kant, l'essenziale da sapere

Prima di Kant conoscere significava scoprire le leggi che regolano il mondo, gli empiristi lo facevano tramite esperienza, i razionalisti con l’intelletto; Kant, invece, parla di metodo trascendentale che è un elemento a priori dall’esperienza che è costitutivo di essa. Con l’analisi trascendentale, Kant, fonda la scienza su un giudizio sintetico a priori, che vuole giustificare con la filosofia, quindi ricerca le giustificazioni dentro il processo conoscitivo,cioè cerca nel soggetto elementi che non derivano dall’esperienza e che rendono possibile la sintesi a priori, attua così la rivoluzione copernicana-kantiana (come Copernico nella scienza, Kant attua una Rivoluzione nel campo della conoscenza). Per lui la scienza è una conoscenza estensiva, universale e necessaria: verifica se la scienza del suo tempo risponde a tali requisiti;esamina giudizi analitici (il giudizio analitico è universale e necessario, ma non estensivo. Si fonda su principi di unità e non contraddizione) e sintetici a posteriori (fondati sull’ esperienza, non sono né necessari né universali). Conoscere significa unificare i dati che riceviamo attraverso leggi a priori del soggetto, uguali in tutti gli esseri razionali. La critica della ragion pura è divisa in tre parti:
1) estetica trascendentale.
2) analitica trascendentale.
3) dialettica trascendentale.

1)Estetica: paragona spazio e tempo a lenti colorate in modo diverso; su essi si fonda la matematica, che per kant è una scienza. Sullo spazio si fonda la geometria, sul tempo l’aritmetica. La fisica si fonda sullo spazio, per Hume non è una scienza perché è soggettiva, per Kant lo è perché fondata su categorie e soggetto. La scienza si deve fondare solo su un giudizio sintetico, che perciò amplia la conoscenza. L’intelletto pensa degli oggetti collegandoli in giudizi attraverso i concetti: pensare è giudicare.

Logica: distinta dalla logica generale, cioè quella formale di Aristoltele che prescinde dal contenuto, la logica di kant considera la legittimità di una proposizione nelle sue pretese conoscitive, e non prescinde dal contenuto. per Hume devi avere l’impressione per avere l’idea, ma Kant supera tale ostacolo perché la causalità è soggettiva, è dentro di me. Tale opera è divisa in 2 parti: 1- analitica trascendentale = va a dividere la stessa facoltà dell’intelletto per andare a vedere elementi a priori che rendono possibili processi conoscitivi. L'intelletto non crea nulla, ma è un’attività discorsiva che compie la sua attività attraverso concetti puri detti categorie. Esistono 12 Categorie divise in 4 gruppi(della quantità = unità, pluralità, totalità; qualità = realtà, negazione, limitazione; relazione = sostanza-accidente; causa-effetto, comunanza; modalità = possibile - impossibile, esistenza - non esistenza, necessità - contingenza). Giustifica la validità conoscitiva delle categorie. poi c’è l’Io penso, che è lìunità sintetica dell’appercezione (appercezione =atto con cui l’io accompagna il pensare),appercezione trascendentale,accompagna tutte le nostre rappresentazioni,principio di ogni sintesi conoscitiva, svolta mediante la sensibilità e l’intelletto. La seconda parte è la 2 - dialettica trascendentale(teologia, psicologia, cosmologia).

Dialettica:riguarda la ragione e studia le tre idee della ragione (anima,mondo e Dio). l’intermediario che può collegare gli oggetti alle categorie si chiama schematismo trascendentale. Lo schematismo trascendentale è il prodotto dell’immaginazione produttiva ed è intermedio tra sensibilità e intelletto. Gli schemi trascendentali sono 12 e sono tutti ricondotti al tempo, perché il tempo è omogeneo sia alle categorie che ai dati. Per Kant esiste il fenomeno, la realtà così come può essere conosciuta dall'uomo e il noumeno, ovvero la realtà in sé. come davvero è, ma che l'uomo non puo conoscere, ma solamente tendere ad essa. Kant ci mostra gli errori commessi nel fondare una scienza sul noumeno. oltre ai livelli della sensibilità e dell’intelletto, Kant ci parla di quello della ragione, intesa ora come facoltà che presume di poter andare al di là di ogni esperienza possibile. Kant critica tale pretesa conoscitiva. La metafisica cerca di cogliere le tre dimensioni della totalità attraverso tre scienze: psicologia razionale, cosmologia razionale e teologia razionale. Tale presunzione conduce la ragione a formulare dei paralogismi e in seguito delle antinomie (contraddizioni insolubili), che sono 4:

1) Il mondo è limitato o è infinito nello spazio e nel tempo?
2) Esso è composto di elementi semplici o è divisibile all’infinito?
3) Nel mondo vi è una causalità sottomessa alle leggi della natura oppure una causalità libera?
4) Nel mondo vi è un essere necessario (come causa ultima) o vi sono solo esseri contingenti?Per Kant non è possibile rispondere a queste quattro domande poiché sia le tesi che le antitesi sono parimenti dimostrabili. Secondo Kant le "prove" dell’esistenza di Dio, elaborate dalla metafisica classica, sono tre:
1) La prova ontologica, formulata da Anselmo d’Aosta e ripresa da Descartes e Leibniz. Essa deduce dal puro concetto di Dio, come assoluta perfezione, la sua esistenza.
2) La prova cosmologica, o a contingentia mundi, secondo Leibniz, muove dal mondo in genere come un che di condizionato e conclude a Dio come causa, ovvero all’essere da cui tutto dipende senza che a sua volta dipenda da null’altro.
3) La prova fisico-teologica che partendo dalla varietà, dall’ordine, dalla finalità del mondo, risale a Dio come causa di ogni perfezione.
1. La semplice definizione concettuale di una cosa, per quanto perfetta possa essere, non racchiude mai la sua esistenza. L’argomento ontologico cade nell’errore di scambiare il predicato logico con quello reale. Il concetto di Dio non solo è prodotto dalla ragione ma quest’ultima si serve di esso come fondamento. Da tale concetto è impossibile ricavarne l’esistenza poiché la proposizione che afferma l’esistenza di qualcosa è sempre sintetica (a posteriori). L’esistenza di qualsiasi oggetto ci è data dall’esperienza, ma gli oggetti del pensiero puro, i noumeni (le cose in sé), sono inconoscibili perché dovremmo conoscerli a priori mediante un’intuizione intellettuale, facoltà che l’uomo non possiede.
2. L’argomento cosmologico non è che un argomento ontologico mascherato e ripresenta pertanto tutte le difficoltà incontrate nel primo caso. I principali errori che ne derivano sono due:a) il principio che porta a dedurre dal contingente una sua causa per Kant "ha significato solo nel mondo sensibile, ma fuori di questo non ha nessun senso", in quanto il principio di causa-effetto su cui si fonda l’esperienza non può dar luogo ad una proposizione sintetica se non nell’ambito dell’esperienza;b) una volta dimostrato che la condizione di ciò che è contingente è l’Essere necessario, occorre dimostrarne l’esistenza reale che, come abbiamo visto precedentemente, non è ricavabile analiticamente ma solo a posteriori.
3. Kant pur nutrendo grande simpatia per questa prova, sostiene che, al massimo, potrebbe dimostrare un Artefice, un Demiurgo, architetto del mondo, ma mai un creatore. Per dimostrare ciò la prova fisico-teologica si avvale, dice Kant, della prova cosmologica che, a sua volta, si fonda sulla prova ontologica. Ma il nostro filosofo ha ampiamente dimostrato l’errore insito nell’argomento ontologico.

Critica della Ragion Pratica:la ragione è vista come la guida della volontà umana. L’attività umana si fonda sul soggetto. Il punto di partenza è l’esistenza di una legge morale universale e necessaria che non può derivare dall’esperienza ma dalla ragione umana.vengono criticate tutte le correnti dell’empirismo etico. Questa morale è autonoma: la ragione guida la volontà. Si critica il cristianesimo in cui il comando è dato dall’esterno(= morale eteronoma ). Quella di kant è un’etica prescrittivi,cioè si presenta sottoforma di comando.è una morale formale,cioè ci dice solo come dobbiamo agire;dobbiamo seguire la legge non per quello che dice ma solo in quanto legge. È una morale rigida: o si è morali o non lo si è. I principi pratici sono le regole generali per la determinazione della volontà,si dividono in massime,che sono soggettive e imperativi,che sono oggettivi. Gli imperativi sono ulteriormente suddivisi in 2 tipi: ipotetici,cioè determinano oggettivamente la volontà a patto che si voglia raggiungere uno scopo; categorici, cioè determinano oggettivamente la volontà in modo assoluto,indipendentemente da ogni condizione o scopo particolare. La legge morale si fonda sugli imperativi categorici, i postulati della ragione pratica sono verità che non hanno bisogno di essere dimostrate e su cui si fonda l’imperativo categorico. Essi sono: la libertà (che è la ratio essendi della legge morale; senza la libertà non esisterebbe la legge morale); l’immortalità dell’anima (che è una condizione per essere degni della felicità); Dio (E' garanzia e speranza del Sommo Bene; permette di dare la felicità a coloro che ne sono degni): la morale resta indipendente dalla fede.

Critica della Ragion Giudizio: un giudizio si dice determinante quando determina i fenomeni mediante le forme pure a priori dell’intelletto,per ordinare i dati dell’esperienza,svolge una funzione conoscitiva;il giudizio riflettente muove dal particolare e cerca di trovare dai dati dell’esperienza un ordine che non ci è già dato. Si parla di giudizio estetico quando la froma di un oggetto appare come fondamento di un sentimento di piacere legata alla forma in modo necessario;l’oggetto si dice bello e la facoltà di giudicare si chiama giusto. Kant si distacca da tutte quelle dottrine che identificano il bello come una semplice sensazione di piacere. Il bello non è proprietà oggettiva della cosa; esso nasce dall’incontro dell’oggetto con me. Il bello ha la pretesa di universalità, prescinde dal fatto che l’oggetoo esista o meno. La pretesa di universalità non corrisponde alla pretesa di un oggetto. Il sentimento di piacere alla vista del bello deriva dall’accorda di immaginazione e facoltà. Accanto al bello viene spiegato il sublime, che non deriva da un accordo, bensì dal disaccordo. Abbiamo già trovato il sublime in Pascal, esso è uno sconforto che si prova dinanzi ad un disaccordo, alla vista di cose estremamente grandi (sublime matematico)..ecc..il sublime è l’incontro tra il piacere ed il dispiacere. Gli illuministi vedevano il bello come il vero. Kant, a differenza dei romantici, predilige il bello naturale a quello artistico,tuttavia definisce il bello artistico come qualcosa creato dal genio,che è libero ed indipendente. Il giudizio teleologico(seconda parte dell’opera) va a ricercare l’oggettività nel mondo della natura. In natura regna il meccanicismo ed il determinismo, ma non posso spiegare ogni cosa naturale con il principio di causa-effetto. Alcune cose della natura possono essere spiegate solo con una finalità estrinseca o intrinseca. Il giudizio teleologico mi porta a pensare che nella natura agisca una mente esterna ordinatrice, che si muova liberamente. Ovviamente si parla di natura noumenica, che alla fine non mi pare diversa da come io sono. Essa si accorda con la mia libertà. Per Kant l’oggettività non è dimostrabile con un procedimento scientifico.

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