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Immanuel Kant

Kant è un intellettuale che risente dell'orientamento razionalistco che vede la ragione come processo inconfutabile, però, allo stesso tempo, sente ammirazione per la scienza che però venne messa in discussione da Hume dicendo che non esiste il rapporto causa-effetto. Avendo una passione per la metafisica, Kant si chiede se quest'ultima può avere la stessa inconfutabilità della scienza. Da questi presupposti il problema principale della filosofia Kantiana rigurada la conoscenza, ossia cosa è dato sapere e cosa non lo è. Ciò che si può sapere dev'essere universale, uguale per tutti.
Abbiamo tre periodi:
- il periodo pre-critico: in cui vediamo l'ineteresse di Kant per la metafisica decrescere e parallelamente crescere quello per la scienza. Infatti egli vuole confutare le tesi di Hume e difendere la scienza. Per fare ciò deve affrontare il problema della conoscenza per cui rivisiterà anche la sua passione: la metafisica.

- Dissertazione su tempo e spazio: è un'opera scritta nel 1770 e che analizza tempo e spazio trovando una nuova dimensione trascendentale della filosofia che è funzionale-formale. Partendo dall'analisi delle sensazioni (sensazione: atto attraverso il quale il soggetto riceve i dati dall'esterno) "scopre" che le sensazioni hanno due componenti: quella passiva, che è la sensazione in se, e quella attiva, dove il soggetto partecipa alla sensazione attraverso delle strutture, delle funzioni che Kant trova nello spazio e nel tempo che sono forme trascendentali e universali.
- Periodo critico: lo possiamo dividere in critica della ragion pura (cosa posso sapere?), critica della ragion pratica (cosa posso fare e a cosa posso credere?) e la critica del giudizio.

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