Dialettica trascendentale

In Platone la dialettica è il processo attraverso cui noi risaliamo le idee, fino a raggiungere la contemplazione dell’idea somma, ovvero il bene o uno. Solo il filosofo arriva a contemplare le idee. Nel Medio Evo questo termini equivale a logica.
In Kant la dialettica è lo smascheramento dei falsi ragionamenti della metafisica, come sosteneva Aristotele. In Kant la metafisica è infondata, ma al contempo è una esigenza connaturata.
Kant paragona la ragione umana ad una colomba che vola sempre più in alto, vuole andare dove non c’è più aria, perché sente che l’aria è come un freno; però non realizza che senza non potrebbe volare. L’aria corrisponde alle intuizioni empiriche, che sono un limite, ma anche necessarie per conoscere. Tende ad andare oltre per natura, perché ha altre tre forme a priori della ragione in senso stresso, che sono dette idee: di mondo, di anima e di Dio.

L’idea di mondo è l’idea dell’unificazione di tutti i fenomeni esterni.
L’idea di anima è l’idea dell’unificazione di tutti i fenomeni interni.
L’idea di Dio è l’idea di un principio che unifica tutto.
Visto che abbiamo queste idee tentiamo di costruire la metafisica. Ma non si può fare, perché queste tre forme a priori non possono avere contenuto empirico. Non si può avere intuizione empirica di tutto l’universo, né dell’anima e ancor meno di Dio. Ma se non possiamo applicare le idee alle intuizioni empiriche, le idee sono vuote. Perciò la metafisica non può essere una scienza.

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