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Critica del Giudizio: sintesi


Nella Critica del Giudizio, Kant si propone il compito di mediare fra i due mondi fenomenico e noumenico e di coglierne in qualche modo l'unità il fondamento che permette di passare dal dominio della natura al dominio della libertà è la facoltà del giudizio.
Il giudizio in generale la facoltà di assumere il particolare nel universale; esso è determinante, quando sono dati sia il particolare, sia l'universale; riflettente, quando è presente solo il dato particolare è occorre ricercare l'universale; quest'ultimo può essere rintracciato riflettendo sulle finalità divine (giudizio teleologico) o sulla bellezza (giudizio estetico).
Il giudizio teleologico tratta di propositi che Dio ha per il mondo creato e per le sue creature (cioè tutti gli esseri viventi).
Il giudizio estetico (o del gusto) verte sul bello.
Il bello ha le seguenti caratteristiche:
-è disinteressato (ovvero senza scopo);
- è un piacere universale ( cioè riconosciuto da tutti);
-è armonia delle parti (ovvero proporzione;
-è necessario.
Il sublime è il bello presente in natura, esso si distingue in:
-sublime dinamico;
-sublime matematico.
Il sublime dinamico è l'immensamente potente (maree, terremoti, uragani,..);
il sublime matematico è l'immensamente grande (l'oceano, l'orizzonte, il cielo,..)
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