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Scienza e filosofia: L’altra componente essenziale della modernità è la scienza. L’intento principale di Kant è di riconoscere pienamente le conquiste e lo status conoscitivo della scienza. Con la scienza moderna gli sembra però esser sorto con conflitto tra una concezione meccanicistica, causale e determinista della realtà e la convinzione che in campo morale sia necessario presupporre una piena libertà di decisione e di scelta da parte dell’uomo. Tali problemi non erano nuovi e già altri filosofi li avevano affrontati. Ma all’epoca di Kant, mentre la scienza sembra procedere sicura da un successo all’altro, l’ambito della filosofia invece si presenta come un caotico campo di battaglia in cui i filosofi sono impegnati a criticare le tesi degli uni e degli altri. La scienza, sia quella matematica che quella fisica, ha a fondamento delle proposizioni universali e perciò non può poggiare sulla sola esperienza sensibile, come sosteneva Hume, dunque bisogna indagare qual è realmente la sua base e quale la ragione della sua validità. Perciò Kant si impegna nella fondazione filosofia della scienza, a partire dalla sintesi newtoniana.

La centralità del soggetto: Un’altra fondamentale componente della modernità è senza dubbio l’io, il soggetto, l’uomo come criterio e misura della verità e come fondamento di legittimazione per la vita morale. L’intera filosofia moderna è stata progressivamente caratterizzata dalla centralità assunta dal soggetto. Anche le quattro domande fondamentali che esprimono, secondo Kant, le questioni centrali della filosofia (Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa posso sperare? Che cos’è l’uomo?) hanno come riferimento il soggetto, l’io, l’uomo con i suoi bisogni fondamentali. Kant, in quegli interrogativi, manifesta ed interpreta un connotato proprio dell’uomo dell’illuminismo: il senso del limite. E “limite” è infatti una delle parole chiave della filosofia kantiana. La consapevolezza del limite si coniuga con quella delle grandi possibilità dell’uomo. Kant compie una rivoluzione nella concezione della conoscenza e indica un nuovo “Punto di vista” nella visione della realtà”: la conoscenza si figura come “costruzione” dell’oggetto ad opera del soggetto. Non è il soggetto che si deve adeguare all’oggetto per conoscerlo, ma è l’oggetto che deve adeguarsi. Anche nella morale il legislatore è l’uomo che è autonomo, cioè da a se stesso la legge. Lo stesso può dirsi, infine, per il giudizio estetico, il quale non riguarda una bellezza nelle cose ma ha anch’esso il suo fondamento nel soggetto.

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