Kant

“il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”
Questa frase è inserita all’ inizio di uno dei suoi scritti più importanti: “la critica della ragion pratica” E si trova anche sulla lapide della sua tomba. Per questo rappresenta il simbolo della filosofia kantiana e sta ad indicare i due interessi prevalenti di Kant cioè la conoscenza scientifica del mondo (cielo stellato) e la conoscenza delle regole della morale. Questo indica che kant si è occupato di tutto, un centinaio di testi. Kant rappresenta il punto d’arrivo della filosofia moderna del 700 e l’inizio di una fase nuova rappresentata dall’idealismo dell’800. È un filosofo che ci aiuta a capire il passaggio dall’Illuminismo al Romanticismo. Kant nasce nella città prussiana(Parte orientale della Germania attuale) Konigsberg (attualmente Kaliningrad). Non nacque in una famiglia di aristocratici, ma come Rousseau e altri illuministi era di origini povere. Grazie alle riforme di Federico II di Prussia (aumento del numero degli abitanti tramite gli immigrati e campagna di alfabetizzazione del popolo) pure provenendo da una zona periferica ebbe l’opportunità di studiare presso il Collegium Fridericianum. Morì nel 1804, quindi visse in un periodo molto importante ovvero tra la rivoluzione francese, americana e l’inizio della rivoluzione industriale. I metodi utilizzati in questo collegio erano simili a quelli che venivano utilizzati nelle scuole gesuite, e dall’epistolario sappiamo che lui soffrì molto gli anni in cui frequentava questo collegio descrivendoli come tristi, bui e pieni di angoscia. Però qui studiò bene il latino e alcuni elementi della lingua ebraica perché ovviamente si studiavano molto i testi sacri. Lui era di religione luterana ma la madre lo aveva inserito all’interno di una setta religiosa luterana particolare, quella del pietismo. I pietisti insistevano molto sul senso del dovere, sulle leggi morali. Infatti Kant che era una persona ligia al dovere e anche molto abitudinaria infatti faceva sempre le stesse cose agli stessi orari. Non ebbe modo di studiare bene il greco perché non era considerato importante rispetto al latino in quanto si era diffusa la Vulgata e non si leggeva il libro originale. Questo fu un limite per Kant ma allo stesso tempo gli permise di non farsi influenzare dalla cultura platonica e aristotelica. Ebbe invece molto interesse per la chimica e la fisica Newtoniana. Studiò all’università della sua città matematica, filosofia e teologia. Terminati gli studi perse i genitori e non ebbe più un reddito, per questo fece il precettore (come Rousseau che insegnava ai figli dei nobili), però poi nel 1755 ebbe la possibilità di fare un concorso per diventare libero docente ovvero poter insegnare se c’erano gli alunni che erano disposti ad ascoltarlo che ovviamente alle sue lezioni non mancarono mai.

Inizialmente fu influenzato dalle idee del razionalismo di Cartesio, Leibniz e Wolff. Per cui all’inizio ebbe interesse per la scienza, matematica e fisica ma secondo l’ottimismo filosofico di Leibniz che giustificava il bene negando l’esistenza del male secondo il principio che viviamo nel migliore dei modi possibili. Credeva nella metafisica come scienza, nella capacità di dimostrare l’esistenza di Dio e nella conciliabilità tra fede e scienza. Da questo punto di vista era un filosofo legato alla visione razionalista. Successivamente nel corso della sua evoluzione filosofica ebbe modo di leggere gli scritti di David Hume (Impossibilità di definire a priori e a posteriori delle leggi assolute. L’unico modo di capire come funziona il mondo è l’esperienza immediata. Non possiamo prevedere il futuro perché non sappiamo se il sole sorgerà domani perché conosciamo solo l’esperienza delle cose passate e presenti). La lettura di Hume lo convinse che le sue credenze precedenti erano sbagliate. Dunque in questa seconda parte si avvicina all’empirismo di Locke e soprattutto di Hume. In una terza fase elabora una sua concezione e cerca di mettere insieme razionalismo ed empirismo e di superare i limiti sia di Cartesio che di Hume creando il criticismo Kantiano che prende il nome dai titoli dei suoi scritti più importanti: la critica della ragion pura, pratica e del giudizio. Nel 1770 ebbe modo di diventare professore di ruolo discutendo una tesi che viene ricordata come “La dissertazione” in cui si occupa di metafisica. Il 1769 sembra essere l’anno in cui lui ebbe la “grande luce” cioè capirà di andare oltre lo scetticismo di dover creare una filosofia nuova.(Pagina 656)
Entra in contrasto con il governo prussiano perché scrisse un libro di religione in cui sosteneva la distinzione tra fede e scienza e come diceva Galilei, credeva che ognuna di queste avesse un suo metodo. Il libro fu censurato. Lui riteneva che scienza e fede seguono delle strade parallele ma non si incontrano mai. Secondo le classi più abbienti la religione era superiore alla fede. Al trono di Prussia salì Federico Guglielmo III che consentì la libertà di espressione e questo permise a Kant di dichiararsi repubblicano, guardando con simpatia alla rivoluzione francese. Sostiene il valore della “libertà di panna”, dove ognuno può scrivere ciò che ritiene giusto. Da questo punto di vista fu un liberale e uno dei primi teorici dell’Europa unita. Nello scritto “Per la pace perpetua” sostenne la necessità di creare una confederazione di piccoli stati all’interno della quale fosse bandita la guerra. A distanza di secoli il suo pensiero fu alla base dell’Unione Europea e della creazione degli Stati Uniti. Nell’ultimo periodo della sua vita fu colpito dall’Alzheimer ma continuò a scrivere libri di pedagogia.

Prima fase scritti precritici: interesse soprattutto per la scienza secondo una visione cartesiana e si occupa di astronomia. Elaborò nello scritto “storie naturali, teorie del cielo” un’ipotesi sull’origine del sistema solare che prende il nome di Kant-Laplace, che sosteneva che il sistema solare fosse stato creato da una nebulosa all’interno della quale il sole avrebbe occupato il centro e pianeti si sarebbero sviluppati dal centro verso la periferia (giusto).

Seconda fase scritti precritici: in questo periodo fu seguace di Newton. Poi lesse Hume, si rese conto dei limiti della scienza newtoniana e iniziò a criticare la metafisica. Si ricorda “I sogni di un visionario” a carattere satirico che critica le idee di Svedberg che sosteneva di entrare in contatto con le anime dei defunti e di aver avuto la prova dell’esistenza della vita ultraterrena. Kant afferma l’impossibilità di dimostrare la metafisica come scienza.
Terza fase scritti critici: con la Dissertazione afferma un nuovo concetto di spazio e tempo che non sono concetti assoluti, come credeva Newton, e nemmeno come Hume che credeva fossero delle dimensioni interiori della coscienza. Kant crede che siano delle intuizioni pure.
Forme a priori = intuizioni pure = prima dell’esperienza = innate.
Secondo lui, come anche Agostino, lo spazio il tempo sono dentro di noi, sono dei modi attraverso i quali noi conosciamo il mondo ma non sappiamo veramente sei mondo fuori di noi sia veramente immerso in uno spazio e se esista veramente un tempo che vada al punto iniziale a un punto terminale.
filosofia del limite: crede che la conoscenza umana è possibile fino a un certo punto e distingue il fenomeno dal noumeno.
Fenomeno= res uti apparent
Noumeno= res uti sunt
La scienza studia i fenomeni e noi possiamo studiare le cose che appaiono ai nostri sensi: le possiamo studiare secondo la fisica di Newton che lui accetta, però può essere che esista una realtà noumenica cioè Dio e l’anima. Dio come creatore del mondo e l’anima come sostanza staccata dal corpo. Inoltre c’è il mondo che Kant intende come ordine assoluto definito del mondo. Queste tre realtà non possono essere studiate dalla scienza ma sono alla base della metafisica.

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