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Interesse per la natura

La Rinascita dell’uomo nel Rinascimento coincide con la sua rinascita nel mondo. Tale rapporto, è riconosciuto parte integrante dell’essere uomo che, si comprende come parte del tutto che lo circonda e, radicato in esso riconoscere il proprio dominio. C’è una rivalutazione del mondo e dell’uomo, l’uomo mondano, che fino allora era stato annullato da una concezione attiva in una prospettiva ultraterrena, negatrice della vera natura umana. Si considera un uomo attivo che agisce e perché agisca correttamente è necessario che conosca. Esso quindi prende consapevolezza della propria situazione privilegiata e, come strumento indispensabile per la realizzazione dei propri fini nel mondo (ora espressione del divino) ricorre all’indagine naturale. Quindi, essa è fondamentale nella filosofia cinquecentesca che, si distingue in due fasi, cioè la magia e la filosofia naturale. La magia si caratterizza a sua volta di due presupposti:

1.La Natura è mossa da forze, coordinate fra loro, simili a quelle che muovono nell’uomo;

2.L’uomo può penetrare nei misteri naturali con mezzi particolari e dominarne le forze;

Per questo motivo, la magia è nella continua ricerca di tecniche nuove e straordinarie al fine di acquisire il pieno controllo e dominio sulla natura (concezione animistica - energetica della natura). La filosofia naturale invece, nata con Telesio, considerando la natura nella sua totalità vivente la concepisce retta da propri principi dei quali solo la filosofia può comprenderne il significato (concezione della natura che recupera la tradizione classica). Perciò si accantona la pretesa di violare tali codici in modo violento e ambiguo, nella consapevolezza che tali misteri possono essere rivelati solo mediante l’esperienza. In questo modo la Filosofia della Natura si distacca dalla magia e dall’Aristotelismo volendo conoscere la natura attraverso la natura, aprendo quindi, l’indagine scientifica.

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