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La ragione
Critica della Ragion Pura
Dialettica trascendentale

Kant chiama la ragione la facoltà dell’incondizionato (che non dipende, appunto non è condizionato da altro ma, primo in assoluto) “spirito senza posa al di là dell’infinito”, bramante di cercare i fondamenti ultimativi e supremi, il senso globale del tutto: è la facoltà della metafisica.
Tuttavia, la metafisica rimane una pura esigenza dell’assoluto, quindi l’uomo ricerca una visione globale ed onnicomprensiva del tutto. Kant fa leva su tre idee trascendentali, dividendo le tre realtà ontologiche in tre idee:

N.B.
Per Kant, le idee sono la rappresentazione di un’unità di tutti i fenomeni possibili. L’idea si presenta come un tutto articolato su un principio. la ragione è ciò che rende la conoscenza umana sistematica (sistema: istituire una qualche relazione tra un patto e tutto). La filosofia moderna esprime anche un programma esplicito di un sapere organizzato sistematicamente, cioè di un sapere che sul modello matematico, trovi garanzia nel presentarsi come un tutto condotto a partire da alcuni assiomi assolutamente certi e sulla base di regole che facciano passare (dedurre) premesse generali a conclusioni particolari.


    - Anima: l’idea della totalità assoluta dei fenomeni interni.
    - Mondo: l’idea della totalità assoluta dei fenomeni esterni.
    - Dio: l’idea della totalità dei fenomeni sia interni che esterni.

Secondo Kant, l’errore della metafisica consiste nella trasfigurazione di queste tre esigenze mentali di unificazione dell’esperienza, pensando siano realtà ontologiche. In realtà queste tre idee non sono altro che l’oggetto specifico delle tre parti della metafisica:


    - Mondo: cosmologia razionale (razionale: perché la ragione tratta di questo argomento).
    - Anima: psicologia razionale.
    - Dio: teologia razionale.

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