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Immanuel Kant: L’estetica trascendentale e il rifiuto della visione empiristica, oggettivistica e concettualistica dello spazio e del tempo.

L’estetica trascendentale rappresenta la prima parte della critica della ragion pura. studia le condizioni a priori di possibilità che caratterizza la nostra percezione degli oggetti (“estetica” deriva dal greco àisthesis = sensazione, percezione sensoriale). per kant la percezione è intuizione dell’oggetto, cioè vedere come stanno le cose e noi essere umani “possiamo vedere” solo ciò che è dato ai nostri sensi . di conseguenza riguarda solo il sensibile. gli oggetti non sono le cose esterne, esistenti in sé, bensì gli effetti che esse producono sulla sensibilità. l’uomo attraverso canali percettivi riceve intuitivamente (cioè senza mediazioni) dati sensibili. chiarisce allora, che prima che si attivi il pensiero, si deve innanzitutto tener presente della percezione, ossia del momento in cui gli oggetti “ci sono dati” cioè quando le percezioni vengono intuite. per kant, gli oggetti devono essere prima dati e poi pensati. per il filosofo l‘intuizione è dipendente dalla presenza sensibile dell’oggetto, detta intuizione derivata che si distingue dall’intuizione divina o originaria (il creatore del mondo per intuire non ha bisogno che vi siano i dati empirici →ha creato il mondo). distingue perciò l’intuizione sensibile dall’intuizione intellettiva, che non è consentita all’uomo.

Visione empiristica = Spazio e Tempo erano considerate come nozioni tratte dall’esperienza (Locke).

Indirizzo kantiano = Spazio e Tempo non possono derivare dall’esperienza, poiché per fare un’esperienza qualsiasi occorre già presupporli come forme a priori costitutive della sensibilità.
Visione oggettivistica = considerava Spazio e Tempo come realtà del mondo, oggetti, entità a se stanti o recipienti vuoti(Newton)
Indirizzo Kantiano = se davvero fossero dei recipienti vuoti, ossia degli assoluti a se stanti (esistono indipendentemente da ciò che contengono) dovrebbero esistere, anche se non vi fossero degli oggetti. In realtà, sostiene Kant, spazio e tempo non sono oggetti concepibili come autonomi, bensì dei quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati empirici.

Visione concettualistica = Spazio e Tempo erano concetti esprimenti i rapporti fra le cose (Leibniz.

Indirizzo Kantiano = essi non possono essere considerati concetti poiché hanno natura intuitiva e non discorsiva. ES.: Noi non astraiamo il concetto di spazio dalla constatazione di spazi

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