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Immanuel kant: La deduzione Trascendentale

Formulata la tavola delle categorie, Kant si trova di fronte al problema della giustificazione della loro validità e del loro uso. problema principale: come mai il materiale, le cose che si conoscono si adeguano con tanta facilità al pensiero umano? pur essendo forme oggettive della mente, le categorie pretendono di valere anche per gli oggetti, è legittimo? coma mai l’intelletto si fa manipolare? Kant in tal senso introduce la deduzione trascendentale.
Kant ricava questo termine “deduzione” non dal campo matematico- logico, come si potrebbe pensare, bensì dall’ambito giuridico - forense alludendo alla dimostrazione della legittimità di diritto di una pretesa di fatto (il fatto che una persona possegga un certo oggetto non prova che ne eserciti per legge il diritto). analogamente la “deduzione” delle categorie non consiste nella prova che esse sono adoperate, in linea di fatto, nella conoscenza scientifica; ma nella giustificazione che questo uso è legittimo.

rispondendo alla domanda secondo cui le categorie valgono per gli oggetti (la natura) senza che ci sia resistenza, afferma che non c’è alcuna opposizione, perché l’intelletto, presupposto di ogni processo conoscitivo è caratterizzato dall’esistenza di una rappresentazione originaria a priori definita come un’autocoscienza o appercezione chiamata «l’io penso». l’uomo possiede a livello originario quest’unità cognitiva, una sorta si consapevolezza di sé, di pre-compensione che, non è anima o la psiche di questa o quella persona, ma solo attività (comune a tutti gli uomini) attraverso cui l’uomo unifica le molteplici e caotiche intuizioni categorizzandole. infatti, nel processo conoscitivo esso è la suprema unità fondatrice del sapere (io sento, vedo, ecc…). nel momento in cui afferma questo, è come se si valutasse il processo al contrario.
«l’io penso» si configura quindi come il principio supremo della conoscenza umana, ossia come ciò cui deve sottostare ogni realtà per entrare nel campo dell’esperienza e per divenire un oggetto per noi. la legittimità nasce dal fatto che le intuizioni non sono a se stanti, ma sono condizionate dal funzionare proprio dell’intelletto alla luce di schemi precostituiti. di conseguenza siccome tutti i pensieri presuppongono «l’io penso» e questo pensa tramite le categorie ne segue che tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie. e ciò significherebbe dire che la natura obbedisce necessariamente alle forme a priori dell’intelletto.

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