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Nel 1700 gli intellettuali non avevano ancora una campo di specializzazione specifico: molti scrivevano
romanzi, opere filosofiche, libri di viaggi, trattati politici ed economici ecc. Molti contribuiscono a definire i caratteri della borghesia e scrivono opere che vogliono riflettere non solo sui fondamenti delle strutture sociali ( ispirandosi al concetto di “lumi della Ragione” ) ma anche economiche e politiche. Gli illuministi erano chiamati anche philosophes e scrivono per un pubblico già abituato a leggere, fondano riviste e pubblicano articoli, danno vita a delle imprese editoriali come l'Encyclopédie, grande opera collettiva. Era un'opera ingombrante e impegnativa che si potevano
Permettere soltanto le persone ricche (gli aristocratici) L'opera ha avuto una vita difficile, la sua pubblicazione viene
Proibita per due volte tanto che gli ultimi due volumi di testo vengono pubblicati in un'edizione semi-cladestina.
Tutto questo perché le autorità religiose ne contestavano l'empietà. La libertà nel trattare materie di carattere religioso. Le idee espresse in queste opere viaggiano non solo attraverso le lettere scambiate tra persone ma viaggiano pure negli scambi di informazioni e di opinioni che si hanno in posti come nei circoli, caffè, club, tra gli aderenti

Alle logge massoniche.
L’aumento delle pubblicazioni sono tutti aspetti che fondano un’opinione pubblica è quella di esprimere valutazioni critiche nei confronti delle istituzioni e dei costumi contemporanei. Le ragioni dell’affermarsi di questo pensiero critico sono diverse. La storia britannica del Seicento ha, in primo luogo, dimostrato la possibilità di successo di atti radicali contro il potere politico vigente; idee come quella del contratto collettivo a fondamento delle società politiche suscitano adesso nuovo interesse tra gli intellettuali europei, che ne fanno la base per ulteriori elaborazioni. Inoltre il soffocamento della dialettica tra ceti sociali e sovrano, che ha avuto luogo in Francia nel corso del regno di Luigi XIV, ha comportato la negazione di ogni forma di dissenso; tale dissenso finisce ora per convertirsi in interesse per nuove forme di elaborazione culturale, che esprimano delle critiche nei confronti della monarchia e dell’aristocrazia.
Un’altra caratteristica della nuova opinione pubblica è la visione cosmopolita, che consente di sentire come propria patria non tanto il luogo dove di è nati, bensì quello in cui si trovano libertà, razionalità e culto dei Lumi.
Gli ambiti più significativi nei quali si esercita la riflessione sulla libertà sono quelli che riguardavano la libertà economica, la libertà da leggi e pene inumane, la libertà politica. La più piena libertà economica viene teorizzata da Adam Smith nell’opera Ricerche sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776).. Un punto di vista critico alla tortura e alla pena di morte viene formulata da Cesare Beccarla in Dei delitti e delle pene (1764). Alla questione di come garantirsi la libertà e la protezione da poteri arbitrari e tirannici danno invece risposte diverse Montesquieu, con Lo spirito delle leggi (1748), e Rousseau, con il contatto sociale (1762).
Per quanto riguarda il fascino dell’esotico: possiamo dire che la scoperta di esotici mondi lontani incoraggia questa attitudine critica, perché li si immagina popolari da “buoni selvaggi”, creature ancora non corrotte e contaminate dal processo della civilizzazione (tesi sostenuta da Jean-Jacques Rousseau), il cui punto di vista utilizzato per giudicare gli europei ed esprimersi su di essi una valutazione critica esplicita e palese ( nelle Lettere Persiane di Montesquieu). Queste considerazioni hanno forti implicazioni politiche e sociali: esse rilanciano una forte critica nei confronti della schiavitù e della tratta dei neri. Si ha anche la nascita delle Società Segrete (Massoneria e Rossacroce).

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