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Illuminismo e Romanticismo - Concezione della storia

Illuminismo e Romanticismo sono due correnti letterarie e filosofiche molto differenti nei contenuti come nei principi.
In questa sede se ne analizzeranno le differenze unicamente per quanto concerne la visione della storia.

Per gli Illuministi la storia è opera dell’uomo (per Kant, inoltre, essa ha come fine la moralità) ed il progresso è possibile.
L’illuminismo rifiuta inoltre il passato, a meno che esso non rispecchi i canoni della ragione, e si considera vertice del progresso umano, che è proporzionale alla ragione stessa. Le tappe precedenti alla sua epoca sono invece lacunose.

I Romantici hanno invece una concezione necessaria della storia. La storia va accettata come ogni momento della vita umana: essa è un processo naturale di cui ogni momento è irrinunciabile ed ha ragion d’essere.

Nessun momento è paragonabile: è un tassello di un quadro generale senza il quale il esso stesso non si sarebbe realizzato.
I momenti illogici collegano Dio all’uomo, in quanto forma intuitiva di conoscenza. Esiste poi un individuo storico, che è il popolo. Il suo spirito è la civiltà. Tante civiltà formano lo spirito del mondo, il quale è eterogeneo.
Nasce così lo storicismo, una concezione opposta all’illuminismo secondo cui la storia è opera della provvidenza (identificata con Dio o con un principio immanente) ed è necessaria. La realtà unificatrice della storia è sempre razionale, ma con dimensioni diverse e specifiche forme di potere).

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