Ali Q di Ali Q
Mito 23936 punti

L'idealismo

L’idealismo è la metafisica dell'assoluto.
Già ai tempi di Kant molti dei suoi seguaci non accettavano il suo idealismo gnoseologico, che prevede un dualismo tra fenomeno e noumeno. E poi, se la cosa in sé è inconoscibile – come afferma invece Kant - chi mi dice che esiste davvero?
L’idealismo nasce dunque dal desiderio di eliminare il dualismo esistente nella filosofia kantiana tra la cosa in sé (ovvero ciò che è) e ciò che appare.

Ora, se si ammette che l’io sia il fondamento della sola conoscenza, il noumeno non può far parte del mondo dell’uomo.
Se si ritiene invece che le cose abbiano le leggi in sé ed il soggetto abbia il solo compito di doverle interpretare, si torna al realismo (concetto in re). Un’altra opinione è poi quella degli innatisti, che sostengono che il concetto sia ante rem.

L’idealismo vuole perciò liberare la rivoluzione copernicana attuata da Kant nel campo della metafisica dai suoi limiti.

Per gli idealisti, dunque, l’io non è un fondamento unicamente gnoseologico, ma anche ontologico.
La realtà è quindi un prodotto della mente, e dipende da come uno la vive.
Il fondamento della realtà è un ente razionale ed il divenire della natura e della storia sono i metodi con cui essa si manifesta alla ragione. Quindi la realtà è uguale allo spirito.
Non è la mente dell’uomo a creare il mondo, ma è la ragione che attraverso la mente dell’uomo comprende il mondo. È l’io che crea, divenendo natura e storia.

L’apice del divenire è l’uomo, manifestazione compiuta della razionalità. Il suo fine sarà la libertà, la conoscenza di tutto.
L’uomo non è quindi parte della natura: la crea e permette alla ragione di andare oltre.

L’idealismo diventa dunque monismo e panteismo, ed è dialettico.

Registrati via email