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Passaggio da atteggiamento naturale a filosofico .
Riprende le tematiche cartesiane ma sostituisce il dubbio metodico con il dubbio fenomenologico (epochè). Lo scetticismo di Husserl è contro l'oggettivistico , critica a Cartesio il fatto che fonderebbe la certezza su di un pezzo di mondo , su un elemento ontologico.
Husserl si chiede quale sia la datità (gegebenheit) del mondo.
“Come pensare il mondo nel suo senso d’essere sfuggendo al modello di rappresentazione”
Tenta di formulare una domanda sull’apertura del mondo dei fenomeni.
Noi abbiamo oggetti al di là di noi (miracolo della trascendenza)
Attraverso l’epochè quello che H. si propone è di risalire dal dato alla datità del mondo.
Si rifà ai neokantiani che ovviamente riprendono la domanda trascendentale di Kant “come si conosce”
Epochè come esercizio che permette di trasformare l’atteggiamento naturale (naturliche einstelling ) in atteggiamento filosofico.

L’atteggiamento naturale è quello quotidiano , tutti gli aspetti del nostro sentire , percepire , giudicare quotidiano.
H. dice che il dubbio è anti natura , è sospensione della nostra naturalità al mondo.
C’è presenza del cogito e il residuo che lascia l’epochè è il cogito .Cogito come soggetto di esperienze che sono atti volontari .A partire dall’epochè trova il cogito che è argine all’attività di senso.
Il cogito che lui trova non è una “coscienza alla ricerca di “ ma è coscienza “soggetto di atti intenzionali”
Anche Husserl ha un problema di rifondazione , ma non mira alla certezza come Cartesio , vuole risalire all’apparizione originaria del senso d’essere del mondo attraverso atti intenzionali.
L’apparizione originale dei sensi la chiama fenomeno.
Il passaggio da atteggiamento naturale ad atteggiamento filosofico lo chiama “metodo della riduzione fenomenologica trascendentale”.
Nelle sue opere espone vari modi in cui questa riduzione può avvenire.

Idee 1913
Epochè come fenomeno di apertura degli atti intenzionali della coscienza a cui si giunge tramite la “neutralizzazione della tesi del mondo”

Prima che nasca la coscienza fenomenologica H. fa la descrizione pura della datità dell’atteggiamento naturale (UM-WELT il mondo che mi circonda) da cui sorgerà atteggiamento filosofico attraverso una trasformazione.
Il mio mondo è anche uno sfondo , cioè anche ciò che non è immediatamente alla mia presenza , o comunque non mi è alla mano.

La descrizione che fa è una descrizione pura dell’atteggiamento naturale e questo essermi alla mano non è rappresentativo .
Il mondo alla mano non è una collezione di cose ma è una struttura d’orizzonte cognitiva e pratico - affettiva che si muove con il soggetto. E’ dinamica. L’orlo spaziale che non vediamo lo includiamo nel nostro umwelt.
Il mio mondo dell’atteggiamento naturale non ha limiti. “Il nostro presente è circondato da due nulla :passato e futuro”
Husserl parla di esperienza , non di conoscenza .
E’ un mondo non solo di cose ma anche di valori etc
Anche il matematico immerso nel suo lavoro è immerso nell’atteggiamento naturale.
Solo al filosofo si richiede di uscire dall’atteggiamento naturale.

Il cogito è un insieme di atti intenzionali . Non c’è il primato del conoscere , è un atto tra gli atti . Io posso riflettere sui miei atti intenzionali , ma posso fare atti intenzionali senza riflettere su di essi , posso essere inconsapevolmente consapevole . Nel momento in cui accedo a intenzioni ideali (matematica etc ) non sospendo il mio atteggiamento naturale , il mondo naturale rimane alla mano.

Parla degli altri io , delle altre menti. Il cogito cartesiano è un cogito solipsistico , riprendendo il cogito cartesiano si ripresenta il problema solipsistico. Il mio risalire agli atti originari del cogito come implica il risalire ad atti originari di altri cogito?
A Husserl si criticherà il fatto che il suo “altro” è un alter ego e non un ‘ alterità.
Gli altri hanno un ‘ altra relazione con l’umwelt ma tutti condividiamo atteggiamento naturale.

Husserl ha dato descrizione della datità del mondo , come si da atteggiamento naturale , per capire come si passa alla trasformazione (con sospensione tesi del mondo)
Epochè : sospendere le ovvietà mondane (come la credenza nell’esistenza del mondo) . Introduce atteggiamento anti-naturalistico (ma non intellettualistico come in Cartesio)
E’ sdoppiamento della coscienza che abbandona il modo irriflessivo di stare nella datità per assumere atteggiamento filosofico . L’atteggiamento filosofico modifica l’esperienza quotidiana.
(H. chiama la sua filosofia “scienza di una nuova filosofia “ , sospende le evidenze)
Mondo : umwelt come struttura d’orizzonte , si muove con me ed è alla mano.
Husserl nella descrizione pura dell’atteggiamento naturale ha già applicato il metodo filosofico senza averlo ancora trovato. Ha applicato un metodo non ancora fondato.
(vd §30)
H. dice di non aver dato una teoria in §27 perché è secondaria . Ha dato invece una descrizione pura che deve far vedere la datità , come è dato l’atteggiamento naturale.
Il principio di tutti i principi (il principio originario di tutte le datità ) dice che tutto ciò che si da originariamente in carne ed ossa , in persona , deve essere assunto come si da e nei limiti in cui si da .
La descrizione pura rispetta il principio di tutti i principi!
Se c’è un dato la filosofia si deve occupare dell’intuizione originaria per cui quel dato è dato , bisogna risalire all’intuizione originariamente offerente , (originer gebende anshaung ) dove gli oggetti si danno chiari e distinti. (torna la deduzione cartesiana)

La fenomenologia deve risalire alla datità. Come si da il fenomeno. Risalire all’intuizione originariamente offerente . L’ontologia di H. è fatta di fenomeni , non di cose , quindi bisogna risalire ai modi di darsi plurali delle cose .
Ricostruzione degli atti intenzionali in cui si danno le cose , nel momento in cui uno assume la tesi del mondo , assume la realtà nella sua effettività.

Lezione 3:
La realtà ha effetto su di noi , ci costringe ad assumerla . Assunzione dell’esistenza dell’esistenza del mondo .Ragionare su questa tesi permette ad Husserl di passare ad atteggiamento filosofico che avviene attraverso la neutralizzazione della tesi del mondo .
Decisione , volontà di filosofia , è una scelta metodica , deriva da ripresa di Cartesio. La neutralizzazione deve farci passare dalla cogicità all’essenza del mondo .

Se io introduco il non - essere nella tesi del mondo io nego la tesi ma questo significa mantenere la tesi come predicativa . Non sospende l’atteggiamento naturale ( che non è un giudizio sull’esistenza ma è l’assunzione tacita dell’esistenza) Questa tacita adesione non si può annullare con la negazione ma solo con l’epochè , con la neutralizzazione della tesi del mondo , che apre la chiusura della coscienza nella tesi naturale. L’epochè va mantenuta , senza epochè non c’è filosofia , “sempre di nuovo” fare filosofia significa sospendere continuamente la tesi del mondo .
Epochè : sospensione della tesi del mondo , o anche della posizione del mondo , viene messo tra parentesi , neutralizzato . Non annulla la tesi ma la sospende.

(tesi significa atteggiamento , adesione )

La sospensione attuata dall’epochè prende di mira anche le scienze . Sospensione significa qualcosa che è tolto di mezzo , non annullato , che momentaneamente non vale . E’ escluso nella misura in cui faccio filosofia , ma persiste .
Si libera il filosofico come tra svalutazione del nostro modo di stare nel mondo . (es. tavolo e quadro)
La de Monticelli sottolinea l’ascesi infra-mondana .
1) E’ una decisione metodica l’anti-naturalità e la riflessività
2) Annullare rapporto cognitivo - pratico con il mondo , stare nel mondo in un modo diverso , atteggiamento filosofico richiede una conversione , non in senso mistico - religioso , ma in componente di atteggiamento . Il filosofico introduce una nuova infanzia della percezione , non scopre nuovi fenomeni ma la qualità disinteressata del fenomeno .
E’ difficile mantenersi nell’atteggiamento filosofico perché richiede di sostituire a ontologia di enti un ‘ ontologia di atti .
Il residuo che rimane sono gli atti intenzionali del soggetto trascendentale , è la coscienza pura che ha sospeso ogni mondanità e che ha ritrovato attraverso atti intenzionali il senso del mondo .
Questa coscienza pura è la sfera assoluta dell’essere .

Il fenomenologo:
- Non annulla il mondo ma ci vive in modo diverso .
- Risale alla fonte del senso del mondo ( coscienza pura , fondamentale)
Originario e puro : in Husserl significa ciò che è stato sciolto dalle validità mondane tramite l’epochè.
Il risalire al residuo si chiama riduzione

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