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Critica alle idee di causa ed effetto

L’uomo, notando due fenomeni succedersi costantemente, è portato a credere che essi siano collegati in maniera tale che il primo produca necessariamente il secondo e che il secondo non possa accadere senza il primo: pensa cioè che fra loro esista il rapporto di causa-effetto. Ad esempio, osservando una palla in movimento che colpisce una seconda palla immota sul piano del biliardo, vediamo ce la seconda palla, spinta, si mette in moto: diciamo allora che l’urto è la causa del movimento della seconda palla e che il movimento di questa è l’effetto dell’urto. Hume rifiuta tale conclusione ed afferma che non è possibile stabilire tra due fatti una relazione di causa-effetto. Infatti –egli dice- questa connessione non è deducibile a priori, cioè dall’analisi perché l’effetto (il secondo fatto) è diverso dalla causa (il primo fatto) e non è contenuto in essa.

Hume spiega anche perché l’uomo è indotto a credere alla connessione causale dei fatti. Ciò dipende dall’abitudine. Avendo osservato ripetutamente due fenomeni succedersi con regolarità, egli è abituato a questi accadimenti ed ha stabilito, mediante l’immaginazione, un rapporto necessario tra i fatti stessi, riducendo la successione cronologica (post hoc) a connessione metafisica, causale (propter hoc); ma questo convincimento è puramente soggettivo ed arbitrario, perché non è convalidato dalla impressioni sensibili.

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