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THOMAS HOBBES: LA VITA

Hobbes è il primo esponente del gruppo di filosofi chiamati empiristi inglesi, che si schierarono in aperto favore alla maggiore affermazione di Cartesio, ossia la sua identificazione della filosofia con la gnoseologia, la ricerca di un nuovo metodo della conoscenza. Questo gruppo di filosofi può essere definito maggiormente coeso rispetto ai filosofi precedenti che si opposero all’affermazione cartesiana e che invece credevano che la filosofia si doveva occupare di qualcosa di diverso rispetto alla conoscenza, in quanto non solo condividono la nazionalità (inglese), ma il loro pensiero filosofico presenta anche delle affinità con qualche variazione che ogni filosofo faceva rispetto al suo predecessore. In effetti sono davvero pochi i punti su cui il pensiero degli empiristi differisce completamente, come ad esempio la dottrina politica: mentre infatti Hobbes, il primo in ordine cronologico degli empiristi fu un accanito sostenitore dell’assolutismo, quindi del potere assoluto del sovrano, anche per la sua esperienza personale, Locke fu teorizzatore del liberalismo: questa però è l’unica divergenza, soprattutto di natura politica, tra i due pensatori.

Gli empiristi comunque a differenza dei loro predecessori non contestano l’affermazione cartesiana della coincidenza della filosofia con la conoscenza ma, se per Cartesio la conoscenza è conoscenza di idee, loro la concepiscono in modo diverso e diametralmente opposto: in effetti per gli empiristi solo con i sensi possiamo avere una conoscenza valida e questo sarà il punto centrale e fondamentale del pensiero di tutti e tre i filosofi.
Hobbes nasce nel 1588, una data importante per la storia inglese e che anche lui ricorderà, ossia l’anno della spedizione navale dell’Invincibile Armada spagnola presso le coste inglesi con la sconfitta della flotta spagnola: lo stesso Hobbes, per spiegare un aspetto della sua dottrina, il pessimismo sulla natura umana, si definisce figlio della paura in riferimento a tale evento storico: egli afferma che, quando la madre era incinta arrivò la flotta spagnola e, spaventata nel vederla, lo partorì in modo prematuro. Questo evento per Hobbes segnò la sua vita, in quanto era sempre propenso a captare l’aspetto negativo di ogni avvenimento. Egli compì degli studi di tipo giuridico e diventò celebre proprio nel suo campo, ma nei primi anni del 1600 vi furono in Inghilterra diversi avvenimenti che segnarono la sua vita: vi fu lo scoppio della guerra civile con lo scontro tra il Parlamento e il re, che si concluse con la condanna a morte nel 1549 di Carlo I, e quando Hobbes vide che la situazione dell’Inghilterra stava prendendo una brutta piega soprattutto per la sua persona, poiché aveva scritto dei libri a favore del regime assolutistico e del sovrano e non era ben visto dal Parlamento, andò in esilio volontario in Francia e lì incontrò per puro caso il figlio del re deposto, Carlo II e ne divenne il precettore. Ritornato in patria durante gli anni della “dittatura“ politica di Cromwell, che aveva promesso tolleranza verso i sostenitori della monarchia, quando anche Cromwell venne deposto e fu richiamato Carlo II, il sovrano gli assicurò un lauto vitalizio. Morì all’età di 91 anni, rimanendo noto soprattutto per le sue dottrine politiche.

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