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Hobbes - principi del pensiero

Il filosofo Hobbes riduce la realtà a due soli elementi, quali la materia e il movimento. Secondo la sua filosofia, il sapere consiste nel conoscere le cause generatrici dei fenomeni e si articola in dimostrazioni a priori di tipo deduttivo e dimostrazioni a posteriori di tipo induttivo. Le prime procedono dalle cause agli effetti, riguardano oggetti prodotti dall’uomo, di cui si conoscono le cause generatrici e pervengono a conclusioni necessarie. Le seconde procedono dagli effetti alle cause, riguardano oggetti non prodotti dall’uomo, di cui non si conoscono le cause generatrici e pervengono a conclusioni probabili. La filosofia si distingue in naturale, quella che studia i corpi naturali e civile quella che studia i corpi artificiali ovvero l’etica e la politica. Lo stato di natura è caratterizzato dall’egoismo, dal diritto naturale di tutti su tutto e la guerra di tutti contro tutti. La legge naturale ha dei precetti base: bisogna cercare la pace, bisogna rinunciare al diritto su tutto e bisogna stare ai patti. Lo stato civile nasce da un contratto con cui ciascun uomo aliena il proprio diritto e potere a un sovrano; il sovrano garantisce il patto e riunisce in se stesso ogni forza o potere. L’assolutismo di Hobbes prevede: l’irreversibilità e l’unilateralità del patto, l’indivisibilità del potere sovrano, la legge civile come unica regola del bene e del male, l’obbedienza assoluta al sovrano, la negazione del tirannicidio e il conglobamento dell’autorità religiosa in quella statale.

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