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Thomas Hobbes

Contemporaneo a Pascal e a Cartesio. Pascal critica Cartesio per le sue dimostrazioni di Dio e per aver strumentalizzato l’esistenza di un essere perfetto per dimostrare l’esistenza del mondo esterno. Inoltre critica il Dio matematico di Cartesio, ritenendo che Dio sia amorevole e vicino alle situazioni umane. Pure Hobbes critica Cartesio, ma per altre ragioni.
Hobbes era un filosofo inglese razionalista con base empirista, ovvero la prima generazione di uomini doveva osservare con i sensi e successivamente utilizzare solo il ragionamento, quindi noi in teoria dovremmo partire subito dalla ragione. Hobbes sosteneva l’ipotesi annichilitoria, ovvero che se non esistesse più il mondo saremmo capaci di parlarne ancora, grazie alle osservazioni che abbiamo ricevuto, quindi non c’è bisogno di farne ulteriori.

Secondo Hobbes la mente umana è priva di idee innate, e si riempie di conoscenza grazie all’insegnamento proveniente dall’esterno, solo la prima generazione deve osservare, poi la conoscenza può essere trasmessa senza che si osservi direttamente e ad essa le nuove generazioni possono aggiungere ulteriori dettagli attraverso un procedimento logico-deduttivo.

Sostenitore del materialismo, ovvero nega ciò che non è corpo, perché ciò che non corpo non può agire o subire azioni, arrivando a credere che l’essere superiore sia obbligatoriamente corpo. Non si riteneva ateo (però ha paura di essere accusato di ciò) perché per lui non vi era differenza tra il Dio cristiano e l’essere supremo composto da un corpo. Il Dio come spirito non deve essere preso letteralmente, ma la parola spirito è intesa come corpo speciale, per distinguerlo dai corpi terreni.

L’opera principale di Hobbes fu il ‘’Leviatano’’, pubblicata nel 1651.

Il metodo gnoseologico è necessario per comprendere il motivo per cui Hobbes si occupò di politica. La base era empirica, e in seguito all’osservazione, si formano i concetti (concettualismo), espressi grazie al linguaggio(convenzionalismo). A questo punto la conoscenza diventa una somma.
Un discorso può essere percepito come una sequenza algebrica di numeri che vengono associati a concetti.
Si parla quindi di una conoscenza astratta, ma precisa e vasta.

In seguito all’osservazione deriva la conoscenza a priori gnoseologica, che si distingue in procedimento a priori (causa>effetto) e procedimento a posteriori(effetto>causa). Solamente con il primo si raggiunge la certezza, poiché si parte dal punto di sicurezza UOMO, di cui siamo a conoscenza. Quindi le scienze esatte sono la matematica, l’etica e la politica.

La matematica è una scienza certa perché basata su ragionamenti logici ma non dice quali leggi governano il mondo. L’etica perché l’uomo è in grado di definire ciò che è bene e ciò che è male. La politica scienza in ambito sociale; inizialmente l’uomo era libero perché godeva di spazio, la società non era intenzione dell’uomo ma obbligo di condividere gli stessi spazi a causa dell’aumento demografico. L’uomo non è per natura buono, ha semplicemente come fine l’autoconservazione ed è costretto a mettersi d’accordo con gli altri.
L’uomo viene definito come lupo, poiché non è disponibile verso gli altri, anzi si serve degli altri per i proprio bisogni.
Hobbes studia politica e individua come unica soluzione il modello che propone nel Leviatano, valido sia per la monarchia assoluta sia per la repubblica con capo assoluto.
Sistema più economico di Hobbes che si basa su Dio e sul mondo, composto solo da materia. Nel Leviatano sostiene che l’uomo fosse libero, ma a causa degli eccessivi accoppiamenti si creò il problema di garantire il proprio sostentamento, con conseguenze di paure nei confronti degli altri animali uomini. Per autoconservazione si viene a formare una società civile, con fini pacifici, condivisione e rispetto dei diritti, riconoscere e rispettare i patti. Essendo tutti gli uomini dotati di ragione, condividono le regole del Patto Unione. Con questo accordo si rinuncia in parte alla libertà totale per ottenere la pace, ma a causa dell’infedeltà degli uomini che tendono all’autoconservazione i patti non vengono rispettati per natura. L’uomo è in guerra per il proprio stato di natura.
Per risolvere questa situazione la società civile rinuncia completamente alla libertà, gli uomini danno tutti i poteri in mano a un capo che in cambio deve garantire loro la sicurezza. Gli uomini diventano sudditi poiché perdono ogni libertà di scegliere e agire e perciò non possono nemmeno distinguere il bene dal male in quanto è il capo a decidere. Hobbes definisce il capo come Dio sulla Terra. Non esclude che al comando ci siano più persone, ma l’importante è che condividano le stesse decisioni. Il capo deve solo garantire la salute e la sicurezza del popolo. Il fine di questa soluzione non è la felicità, ma la sopravvivenza.

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