pexolo di pexolo
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Patto e futuro


«La materia o soggetto di un patto è sempre qualcosa che ricade sotto la deliberazione (poiché il pattuire è un atto della volontà, vale a dire, un atto e l’ultimo atto della deliberazione) e perciò si intende sempre che è una cosa avvenire e il cui adempimento è giudicato possibile da chi fa il patto. Perciò, promettere ciò che si sa essere impossibile, non è fare un patto». Qui sono trattati i temi del futuro e della volontà: viene anzitutto ribadita l’idea secondo cui possiamo definire il Leviatano come il massimo tentativo della ragione calcolante di ipotecare il futuro (tema dell’ansia, del futuro, figura di Prometeo), che nell’ottica più generale della modernità può essere considerata come una grandiosa operazione di ingegneria politica, che implica una presunzione della ragione. Una possibile chiave interpretativa ha connesso quanto sostenuto da Hobbes con le tesi del Postumano: grazie alla tecnica si mette in garanzia il nostro futuro, razionalmente, andando oltre ciò che per l’uomo non era mai superabile, ovvero la propria specie. Così fa Hobbes quando afferma che il patto è sempre una «cosa avvenire», «il cui adempimento è giudicato possibile», cioè non si colloca nel terreno del’utopia e questa realistica possibilità comporta l’auspicabile riduzione della nostra ansia di futuro. Come sostenuto da Giuseppe Duso, il contratto moderno è più un patto che un contratto, perché non c’è scambio istantaneo sullo stesso piano, ma piuttosto la creazione di una gerarchia e una promessa nei confronti del futuro: «Il patto non è un esercizio di scambio tra pari, ma una promessa che implica una fiducia e vincola il futuro» (Giuseppe Duso, Introduzione: Patto sociale e forma politica in Il contratto sociale nella filosofia politica moderna). Così afferma Hobbes, «promettere ciò che si sa essere impossibile non è fare un patto», quindi il patto è una promessa di sicurezza per il futuro. In secondo luogo, se il patto è una deliberazione ciò significa che esso è un atto di volontà: è un atto in cui lavorano intenzione, ragione e quindi entrano in dialogo la nostra volontà con una possibile idea di bene.
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