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Herder

Herder è un filosofo del '700 e si può considerare il fondatore del romanticismo. Lui concepisce la natura come presenza divina, ovvero come la manifestazione di Dio in vari e mutevoli modi. Queste manifestazioni a loro volta stanno in relazioni variabili fra di loro. Pertanto Herder ipotizza che ogni elemento debba essere colto nel suo divenire e non in maniera statica.
Il dominio dell'uomo per Herder è la storia, in quanto l'essere umano ha la facoltà di plasmare la realtà e difenderla esprimibile attraverso il linguaggio, che è la manifestazione più elevata della razionalità. Il linguaggio per Herder nasce come onomatopea, ovvero come riproduzione del suono della natura, e poi si fa sempre più complesso.
Herder nega che ci siano forme a priori. Infatti la ragione è semplicemente la facoltà che organizza attraverso il linguaggio in modo sempre più evoluto l'intera vicenda umana, che viene anche intesa sul livello sentimentale e fantastico. Pertanto lo sviluppo umano riguarda anche quello della psiche umana. Questa concezione progressista che vede la storia nella sua dimensione organica porta a rivalutare il medioevo.

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