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GEORG HEGEL

a) La vita e le principali opere
Georg Hegel nasce a Stoccarda (Germania meridionale) nel 1770; segue i corsi di filosofia all’Università di Tubinga. Terminati gli studi inizia la sua attività di precettore in case private e insegna filosofia a Jena, Heidelberg e a Berlino. A Norimberga copre la carica di preside. Muore a Berlino nel 1831. La filosofia di Hegel ottiene un grande successo e a lungo esercita un’azione egemonica sulla cultura tedesca. Opere più significative di Hegel sono la Fenomenologia dello Spirito e l’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio(sintesi).
b) Realtà e razionalità
La filosofia di Hegel si basa su un interesse storico-politico. La realtà sulla quale basa le sue considerazioni è quella della storia e della vita politica dei popoli. La realtà è sempre quella che razionalmente deve essere,non è mai diversa ciò che la ragione esige che sia. Hegel dice:<<Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale>>. La ragione non è solo la facoltà con cui gli uomini comprendono il significato delle cose, ma costituisce addirittura la “sostanza” del mondo; il mondo non è semplicemente ciò che sta fuori di noi, ma si costituisce essenzialmente all’interno del nostro sapere: le scienze umane(filosofia,pedagogia,psicologia), le scienze naturali, l’arte,la religione intesa come cerimonia religiosa,il diritto,l’economia sono frutto della ragione umana. Hegel intuisce che la ragione non è pensiero astratto, ma è ciò che realmente e concretamente esiste. Ciò che diventa evento storico come la Rivoluzione francese, ciò che diventa opera d’arte(dipinto,scultura,brano musicale), ciò che diventa progresso scientifico e filosofico come una dottrina filosofica o una legge matematica è frutto della ragione umana, è frutto dell’intelligenza umana.
La realtà non è un qualcosa di caotico, ma il dispiegarsi di una struttura razionale(Idea o Ragione) nel senso che ovunque troviamo la ragione umana operante nella realtà; il mondo è razionalità dispiegata: ovunque troviamo la ragione umana che si concretizza e opera nella realtà.
Ciò che definiamo irrazionale è solo un momento,una pausa che,concepito nello sviluppo della storia, perde la sua apparenza irrazionale e svela la sua funzione positiva nel senso che gli uomini comprendono il significato di ciò che hanno fatto e maturano; tutto è Idea o Ragione, tutto è Logos(l’idealismo di Hegel è panlogismo in cui la razionalità è considerata reale e tutto il reale si evidenzia come razionale ossia tutta la realtà è spiegabile, tutto ciò che accade nella realtà e nella storia è spiegabile).
Secondo Hegel tutto ciò che è razionale è reale e tutto ciò che è reale è razionale: niente è incomprensibile, niente è lasciato al caso, ogni fatto è spiegabile perché c’è una razionalità in tutto.
La filosofia, indagine critica e razionale(fa uso della ragione), è capace di pensare adeguatamente tutta quanta la realtà(filosofia e storia= il pensiero ovvero la filosofia determina l’azione ovvero la storia: la Rivoluzione francese non sarebbe avvenuta senza la nascita del pensiero dell’Illuminismo). Per dimostrare quanto sopra Hegel si avvale della dialettica. Per Hegel la dialettica è la struttura stessa della realtà e le contraddizioni che si sviluppano al suo interno in una tesi e in una antitesi, giungono sempre a una risoluzione nella sintesi; la dialettica rappresenta la legge(ontologica) di sviluppo della realtà e la legge(logica) di comprensione della realtà; per Hegel la realtà e la storia si sviluppano. Hegel prende in prestito dal neoplatonico Proclo(V sec. d.C.) la partizione triadica(tesi,antitesi,sintesi). Proclo,pagano di Costantinopoli, giunto ad Atene all’età di 20 anni vi rimase fino alla morte facendo rivivere l’antica scuola di Platone. Proclo introduce l’uso di concetti per giustificare il passaggio da un elemento ad un altro di un sistema filosofico; il passaggio avviene secondo un ritmo triadico suddiviso in tesi,antitesi e sintesi. Ciò che è causato(antitesi=filosofia di Aristotele) si stacca dalla propria causa(tesi=filosofia di Platone): in questo modo ciò che è causato(antitesi) finisce per distinguersi dalla causa(tesi) nel senso che la filosofia di Aristotele non è simile a quella di Platone pur dipendendone, la filosofia di Aristotele non può essere concepita se non in relazione con quella di Platone. I futuri effetti o le future conseguenze(sintesi= filosofia successiva a Platone e ad Aristotele) di ciò che è causato(antitesi) si distinguono dall’originaria causa(tesi) pur dipendendone. Dal neoplatonismo Hegel deriva il concetto della realtà come un processo unico e continuativo.

LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
“Fenomenologia dello Spirito” significa “studio della Ragione per come si manifesta”. Lo Spirito è inteso da Hegel come la Ragione/Idea vivente e concretizzata nella realtà, presente nell’uomo, dotato di ragione, nella storia, fatta dall’uomo dotato di ragione, nella società, composta da uomini dotati di ragione, nella realtà e nel mondo abitati da uomini dotati di ragione e nella cultura elaborata da uomini dotati di ragione. Hegel distingue tre tipologie di Spirito: lo Spirito soggettivo(del singolo uomo), lo Spirito oggettivo che si concretizza nelle istituzioni storiche, e lo Spirito assoluto che esprime del tutto sé stesso nei mondi dell’arte,della religione e della filosofia.
SPIRITO SOGGETTIVO: è la Ragione singola, di un individuo. Lo Spirito soggettivo si divide in antropologia, fenomenologia e psicologia. L’antropologia studia lo Spirito come animo,temperamento, studia i cambiamenti che i climi, le stagioni e le ore del giorno recano nelle disposizioni dell’animo; studia il decorso naturale della vita dal bambino al vecchio. Hegel afferma che l’infanzia = fase dell’innocenza(tesi) è il momento in cui l’individuo si trova in armonia con la realtà circostante, la giovinezza(antitesi) è il momento in cui l’individuo con i suoi ideali e le sue speranze entra in contrasto con il proprio ambiente e la maturità(sintesi) è il momento in cui l’individuo, dopo l’urto giovanile con il mondo, si riconcilia con esso riconoscendo la razionalità del mondo, nella fase più estrema della maturità, la vecchiaia, questa riconciliazione “trapassa nell’inattività dell’abitudine”(un anziano vive ricordando il passato e il futuro non gli dice nulla). L’infanzia tuttavia secondo studi moderni non è un’età soltanto innocente e felice e l’età della maturità non è che una soddisfatta accettazione del mondo. La fenomenologia studia lo Spirito in quanto “coscienza”, “autocoscienza” e “ragione”.

1) Coscienza= il punto di partenza della Coscienza è certezza sensibile(tesi). Essa non è certezza della cosa particolare, ma di un generico qualcosa qui e ora davanti a noi; nella fase della certezza sensibile l’individuo è certo, è sicuro grazie agli organi di senso, di avere davanti a sé un qualcosa, anche se a livello generico. Dalla certezza sensibile si passa alla percezione(antitesi): se dapprima con la certezza sensibile l’individuo si accorge della cosa di fronte a sé come di un “tutto generico”, in un secondo momento, con la percezione, l’individuo nota che la cosa ha delle proprietà,delle qualità e si accorge che la cosa davanti a sé ora è colta nella molteplicità delle sue qualità.
Infine si passa dalla percezione all’intelletto(sintesi): l’intelletto formula i giudizi sulla cosa e rivela i rapporti che la cosa ha con gli altri oggetti.
L’esperienza conoscitiva mostra la seguente verità: conoscendo le cose, conoscendo il mondo, l’io ovvero la coscienza dell’individuo riconosce di essere un soggetto pensante;conoscendo, apprendendo, l’uomo riconosce di essere un soggetto pensante; e si arriva così all’Autocoscienza.
2) Autocoscienza= con la sezione dell’Autocoscienza il centro dell’attenzione si sposta sull’individuo considerato nei suoi rapporti con gli altri individui. Di conseguenza,tale sezione non si muove più in un ambito gnoseologico, ma interessa settori più vasti quali la società(Hegel si domanda quali sono i rapporti fra gli uomini) e la religione (rapporto fra Dio e l’uomo).
L’uomo secondo Hegel è autocoscienza se riesce a farsi “riconoscere” da un’altra autocoscienza ossia da un altro uomo libero e pensante, poiché l’uomo vive in mezzo agli altri uomini che lo riconoscono come un soggetto pensante semplicemente perché fra gli uomini vi è uno scambio di opinioni). Ma come avviene “il reciproco riconoscersi delle autocoscienze”? Il riconoscimento non può che passare attraverso un momento di lotta e di sfida, ossia attraverso il conflitto tra le autocoscienze. Tale conflitto,nel quale ogni autocoscienza, pur di affermare la propria indipendenza, deve essere disposta anche a rischiare la vita, si conclude con il subordinarsi dell’una all’altra nel rapporto servo-signore.
a) La dialettica (rapporto) servo-signore.
Il signore è colui che, pur di affermare sé stesso, ha rischiato e ha avuto successo; il signore è colui che ha messo a repentaglio la propria vita fino alla vittoria, mentre il servo è colui che non ha rischiato, ha avuto paura, ha avuto esitazioni, non ha voluto affermare se stesso perdendo così la propria autonomia e diventando un servo. Tuttavia per Hegel la dinamica del rapporto servo-signore è destinata ad una paradossale inversione di ruoli, il signore diviene servo del servo e il servo diviene signore del signore. Infatti il signore, inizialmente indipendente perché vive del lavoro altrui, quello del servo, finisce per essere dipendente del servo in quanto ha bisogno del suo lavoro. Il servo invece, inizialmente dipendente perché subordinato al signore, finisce per riconoscere che, se egli dipende dal padrone, questi a sua volta ha bisogno del suo lavoro. Il servo diventa consapevole di sé, acquisisce autonomia lavorando, mentre il signore nell’ozio perde la propria autonomia. Non c’è alcuna rivoluzione sociale, solo acquisizione di consapevolezze.
b) La coscienza infelice.
Si affronta il problema del rapporto uomo-Dio caratterizzato da una forte separazione. Dio è sentito dalla coscienza umana come una entità inaccessibile di fronte a cui l’uomo si trova in uno stato di totale dipendenza: Dio è infatti onnipotente, onnisciente, eterno. Di conseguenza la coscienza umana è infelice perché Dio si presenta come “irraggiungibile”. Nel Medioevo era molto forte la consapevolezza della nullità umana di fronte a Dio.

3) Ragione= a partire dal Rinascimento ovvero dal XVI secolo, alla devozione medioevale subentra il naturalismo del Rinascimento e lo spirito empiristico tipico dell’età moderna: la Ragione umana impara a studiare il mondo organico e inorganico della natura attraverso esperimenti pratici da cui trae leggi precise.
La psicologia studia la Ragione in quelle sue caratteristiche presenti in tutti gli uomini che sono l’attività conoscitiva, l’attività pratica e il volere libero. La psicologia considera le facoltà della Ragione come l’intuizione, il pensiero, la memoria(attività conoscitiva); considera anche il sentimento, gli impulsi, la volontà di conoscere(attività pratica); attraverso l’attività pratica la Ragione diviene “libera”, la Ragione dell’individuo comprende di essere libera di conoscere e comprendere. La Ragione di ogni singolo individuo si è così elevata alla piena consapevolezza di essere soggetto pensante; ma se la libertà di conoscere è la più alta espressione dell’individuo, essa è un’astratta libertà finchè l’individuo rimane chiuso in se stesso e non si apre alle relazioni sociali, morali, politiche con altri uomini liberi di conoscere come lui. Il soggetto pensante pertanto riconosce l’esistenza di altri uomini dotati di Ragione e soggetti pensanti con i quali stabilire rapporti: si arriva così allo Spirito oggettivo.

SPIRITO OGGETTIVO: si manifesta nelle istituzioni politiche e sociali e le governa.
Diritto astratto = tesi dello spirito oggettivo. E’ la legge a regolare i rapporti tra gli uomini. E’ astratta nel senso che è imposta agli uomini; punisce con sanzioni chi la viola e per paura delle sanzioni l’uomo si comporta bene. Le sanzioni stabiliscono l’equilibrio delle libere relazioni umane.
Moralità = antitesi dello spirito oggettivo. Nasce dall’interiorità dell’uomo. Alla paura della legge si sostituisce il desiderio di fare del bene.
Eticità = sintesi dello spirito oggettivo. La fiducia prende il posto della paura della legge e del desiderio di fare del bene. La fiducia fonda le relazioni umane e l’ambiente in cui è dominante è la famiglia.
Famiglia = tesi dell’eticità. Fondata sull’amore, si articola in matrimonio(tesi), patrimonio(antitesi), educazione dei figli(sintesi).
Società civile = antitesi dell’eticità. Si articola in sistema dei bisogni(tesi) che trova la spiegazione delle differenti classi sociali nella pluralità dei lavori presenti nella società; amministrazione della giustizia(antitesi); polizia e corporazioni(sintesi): corporazioni che regolano i rapporti tra Stato e individui e fanno gli interessi individuali e settoriali rispetto allo stato.
Stato = sintesi dell’eticità. Hegel critica lo Stato liberale e democratico perché si riduce a semplice tutore degli interessi dei singoli individui o delle singole categorie lavorative. Per Hegel lo Stato non deve tutelare i particolarismi a cui i cittadini rinunciano per il bene dello stesso Stato che è nato prima dei singoli cittadini e dunque superiore ad essi.
Lo Stato si articola in diritto statale interno(tesi): si tratta della Costituzione. Per Hegel la monarchia costituzionale è la costituzione più razionale. Lo Stato è divinizzato. Diritto statale esterno(antitesi) studia i rapporti tra i vari Stati. Hegel ritiene legittimo il ricorso alla guerra per risolvere le controversie tra gli Stati. Storia del mondo(sintesi) che studia la storia delle supremazie e decadenze dei vari popoli. La supremazia di un popolo è determinata dal fatto che in questo popolo si incarna una energia vitale che Hegel chiama Spirito del mondo.
FILOSOFIA DELLA STORIA: Attraverso il confronto tra Stati si sviluppa la storia. Nella storia tutto è spiegabile, nulla avviene per caso, la storia si svolge secondo un piano razionale. Ciò che appare come male è comunque un evento che fa andare avanti la storia. Uomini, popoli e nazioni sono strumenti di una Ragione superiore che si serve dei loro propositi, dei loro piani, per realizzare un’opera che va oltre le loro consapevoli intenzioni. Dio per Hegel è astuzia della Ragione che dall’interno degli eventi storici tutto governa e che si serve degli individui per attuare i suoi fini razionali.

SPIRITO ASSOLUTO: Ragione che raggiunge la piena consapevolezza di sé, si concretizza e dà il meglio di sé nella cultura e in particolare nell’arte, nella religione e nella filosofia.
Arte = tesi dello spirito assoluto. Cerca di parlarci del mondo ma con un limite: può parlare del mondo solo attraverso immagini pittoriche e scultoree, espressioni musicali e forme letterarie che sono restrittive e vincolanti. Si articola in arte simbolica(tesi): arte dei popoli medio-orientali in cui vi è squilibrio fra contenuto(messaggio che si vuole comunicare) e forma sensibile(oggetto che appare ai nostri occhi); arte classica greco-romana(antitesi) in cui c’è equilibrio tra contenuto e forma sensibile; arte romantica(sintesi) in cui c’è squilibrio tra contenuto e forma sensibile. L’arte romantica si articola a sua volta in pittura(tesi), musica(antitesi), poesia(sintesi). La poesia si articola in lirica(tesi), epica(antitesi), drammatica(sintesi).
Religione = antitesi dello spirito assoluto. Lo sviluppo della religione è lo sviluppo di Dio nella coscienza umana. La religione cerca di spiegarci il mondo ma lo fa attraverso dogmi ovvero verità di fede che non possono essere spiegati razionalmente oppure attraverso miti. La religione si articola in religioni naturalistiche(tesi) in cui Dio appare confuso nelle forze della natura e il culto si esprime come adorazione delle forze naturali; religioni dell’individualità spirituale(antitesi) Dio appare in forma spirituale o con sembianze umane; religione cristiana(sintesi) in cui vi è coscienza della mediazione tra Dio e il mondo.
Filosofia = sintesi dello spirito assoluto. Cerca di darci una spiegazione della realtà in modo razionale. La filosofia è superiore alla religione come la religione è superiore all’arte perché la sua visione del mondo è più completa. Si articola in filosofia dell’antichità greca(tesi); filosofia della cristianità medioevale(antitesi); filosofia della modernità germanica(antitesi).

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