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Hegel e lo spirito assoluto

Lo spirito assoluto
Lo spirito assoluto è il momento in cui l’idea giunge alla piena coscienza della propria infinità o assolutezza: questo processo è il risultato di un processo dialettico rappresentato da:
- Arte che conosce l’assoluto nella forme dell’intuizione sensibile;
- Religione nella forma della rappresentazione;
- Filosofia nella forma del concetto.

Arte: Tramite l’arte l’uomo acquista piena consapevolezza di se. Nell’arte lo spirito vive la fusione tra soggetto e oggetto, spirito e natura: nell’esperienza del bello artistico spirito e natura vengono recepiti come un tutt’uno in quanto nella statua l’oggetto (il marmo) è già natura spiritualizzata e l’idea artistico, il soggetto è già spirito naturalizzato. Hegel dialettizza la storia dell’arte:

1. arte simbolica: squilibrio tra contenuto e forma, ossia incapace di esprimere un messaggio spirituale secondo forme sensibili adeguate a causa del ricorso al simbolo e alla tendenza allo sfarzoso e al bizzarro;
2. arte classica: armonico equilibrio tra contenuto spirituale e forma, attuato mediante la figura umana e rappresenta il culmine della perfezione artistica;
3. arte romantica: nuovo squilibrio, perche lo spirito acquista coscienza che qualsiasi forma sensibili è oramai insufficiente ad esprimere l’interiorità spirituale e volge alla filosofia.
Da ciò la crisi moderna dell’arte: si rispetta e si ammira l’arte, ma la sottomette all’analisi del pensiero per riconoscerne la funzione e il posto.

La religione è la seconda forma dello spirito assoluto. La filosofia della religione non deve creare la religione, ma semplicemente riconoscere la religione che già c’è. L’oggetto della religione è Dio, il soggetto di essa la coscienza umana e lo scopo la loro unificazione. Poiché è essenziale il rapporto tra Dio e la coscienza la prima forma della religione è propria del sentimento che da solo la certezza dell’esistenza di Dio, non lo giustifica. Il secondo passo è l’intuizione che si ha nell’arte e il terzo la rappresentazione di Dio. La religione non è in grado di pensare Dio dialetticamente e finisce per arenarsi di fronte a un presunto mistero dell’Assoluto. Lo sviluppo della religione è lo sviluppo dell’idea di Dio nella coscienza umana: il primo passo è la religione naturale che vede Dio nella natura; il secondo sono le religioni naturali che trapassano in religioni della libertà che preludono alla visione di Dio come spirito libero, ma che si muovono in un orizzonte naturalistico. Il terzo stadio è la religione assoluta, quella cristiana in cui Dio appare come puro spirito, anche se presenta i limiti propri di ogni religione. L’unico sbocco coerente della religione è la filosofia che ci parla anch’essa di Dio e dello spirito, ma nella forma del concetto.

Nella filosofia l’idea giunge alla piena e concettuale coscienza di se medesima. La filosofia è nient’altro che l’intera storia della filosofia giunta finalmente a compimento con Hegel. I vari sistemi filosofici non sono in un insieme disordinato, ma costituiscono una tappa necessaria del farsi della verità.

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