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Gli Scritti di Jena

A Jena tra il 1801 e il 1806 Hegel avvia un confronto esplicito con la filosofia contemporanea. Il primo intervento pubblico lo si ha proprio a Jena, con esplicito richiamo a Schelling, nello scritto sulla Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling, queste considerazioni di Hegel si collocano all’interno di un esame storico di sistemi filosofici, e annunciano la posizione dello Hegel maturo sulla storia della filosofia: ogni filosofia esprime la propria epoca. Hegel tematizza, sulla traccia di Kant, il diverso ruolo svolto dall’intelletto rispetto alla ragione, per cui mentre al primo spetta il compito di ordinare i fenomeni che restano comunque molteplicità, la ragione è capace di ricomporre l’unità producendo l’idea corretta della totalità che è quella che comprende in sé le opposizioni senza annullarle. Gran parte dello scritto sulla Differenza è poi dedicata alla critica della filosofia contemporanea, kantiana e postkantiana. È vero che Kant e Fichte hanno colto il principio della speculazione razionale, ma hanno affermato la ragione nella sola forma soggettiva, come opposta all’oggettività e alla natura, e quindi finita; Schelling è l’unico che ha colto correttamente l’Assoluto come identità di soggettività e oggettività. In Fede e sapere Hegel ritiene di aver individuato negli autori che prende in considerazione l’esito estremo di una filosofia soggettivistica e ancorata al punto di vista della finitezza. Per la “metafisica della soggettività”, dice Hegel, l’Assoluto è qualcosa che va al di là del sapere e non può essere attinto che attraverso la fede. Hegel ha una posizione integralmente razionalistica che celebra le capacità della ragione diversamente da come sosteneva negli scritti giovanili. Hegel definisce la sua nozione di Assoluto come realtà razionale e infinita. La terza questione sollevata da Hegel riguarda l'ambito politico. Egli, nello scritto La costituzione della Germania, critica il dispotismo illuminato, mentre nel saggio Le diverse maniere di trattare scientificamente il diritto naturale attacca la tradizione giusnaturalistica, e quindi il liberalismo. Questa dottrina politica e il filosofo hanno un modo diverso di intendere la vita morale e sociale: secondo il giusnaturalismo bisogna realizzare gli interessi dell'individuo, il quale in un secondo momento, tramite un patto, si associa con altri individui e va a costituire lo Stato; secondo Hegel, invece, il popolo è precedente al singolo individuo: quindi bisogna anteporre gli interessi della comunità a quelli individuali, proprio come accadeva nelle poleis della Grecia, che sono considerate dal filosofo il modello di stato perfetto. Per questo motivo egli contrappone la bella eticità della polis greca alla moralità individualistica dello Stato moderno liberale. Hegel dunque condanna la modernità, affermando che lo Stato moderno ha perso quel valore che aveva la polis greca.

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