Hegel nasce nel 1770 a Stoccarda dove seguì tra il 1788 e il 1793 i corsi di teologia e filosofia a Tubinga, scuola di formazioni per membri dell’alto clero, dove strinse amicizia con Schelling e Holderlin.
Una volta finiti gli studi iniziò a insegnare in case private a Berna, fu proprio in questo periodo che scrisse “La vita di Gesù” e la “Positività della religione cristiana”.
Nel 1797 divenne precettore privato a Francoforte fino a che morì il padre e ottenendo l’eredità si trasferì a Jena come insegnante universitario.
Nel 1801 pubblica poi “Differenza fra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling” dove si pronunciò in favore di Schelling dove il rapporto soggetto-oggetto gli appare come assoluto idealismo.
Diventa poi professore a Berlino nel 1818 fino a diventare persino rettore dell’università nel 1830 quando poi morirà di colera.

Negli scritti del periodo giovanile troviamo un particolare interesse religioso-politico dato dalla formazione scolastica. Nelle opere della maturità invece l’interesse diviene di tipo storico-politico. La sua ricerca sarà quindi poi improntata sulla storia umana e sulla vita dei popoli.
Gli scritti giovanili di natura teologica non furono pubblicati, tra i più importanti troviamo però “Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling” e “La vita di Gesù”.
La prima grande opera di Hegel fu “Fenomenologia dello spirito” dove il filosofo dichiara il distacco definitivo dalla dottrina di Schelling prima affiliata nella “Differenza tra (…)”
Pubblica poi la “Scienza della logica” tra il 1812 e il 1816.
Tra il 1840 e il 1845 vennero pubblicati post morten degli appunti presi dagli studenti di Berlino delle lezioni tenute da Hegel e furono riuniti ne “La grande enciclopedia” e “Lezioni sulla filosofia della storia, dell’estetica, della religione e del diritto”.
Dagli scritti giovanili di Hegel è facile intendere la personalità e il percorso formativo data la dominanza di tematiche teologiche con netto legame alla politica dato dagli episodi riguardanti la rivoluzione francese per la politica e dalla rigenerazione morale e religiosa posta in Germania per quanto riguarda il credo protestante.
La rivoluzione politica si dovrebbe basare su una rivoluzione del cuore nonché su una rivoluzione culturale del popolo posta come rigenerazione della persona nella sua vita interiore e del popolo nella sua cultura.
La sua idea di fondo aspirava a una visione di popolo con una vita migliore e una libertà riportata alla realtà, tale progetto andava per lui conseguito tramite un progetto di riforma che fosse in grado di spezzare il vecchio impianto sociale tramite l’ansia del popolo, questa sarebbe infatti stata in grado di spezzare il vecchio per un nuovo ordine giuridico esteriore, sarebbe avvenuta una rivoluzione nelle istituzioni con conseguenze esteriori di una maturazione avvenuta nell’interna coscienza del popolo.
I “tempi migliori” per Hegel avrebbe compreso una nuova forma di religione oltre che una possibilità tramite essa di vivere la vita dello spirito tramite la vita stessa degli uomini e non più tramite la storia o le leggi basate su precetti morali.
La religione andrebbe vissuta come comunanza dei cuori per riconoscere così la vita interiore dell’uomo nel riflesso della vita di Dio.
Nella vita di Gesù e La positività della religione cristiana vi è un’analisi per i temi kantiani e post-kantiani di Hegel, nella prima opera infatti si dimostra ancora concorde con l’idea kantiana della religione come adesione interiore ai principi razionali della morale, mentre nel secondo troviamo il nucleo della critica post-kantiana con un presentissimo dualismo tra ragione e natura. (dualismo con rimando alle religioni successivamente prese in esame)
Kant si vede infatti molto vicino alla chiesa cristiana affermata dopo la morte di Gesù, la stessa chiesa che Hegel polemizza per lo smarrimento del senso dato da Cristo il quale aveva predicato di abbandonare il vecchio testamento per il nuovo fondato su un’armonia d’amore, fratellanza e comunanza di cuori. Questi hanno di fatto creato invece una religione positiva dove i criteri di verità era fissati oggettivamente e così facendo il sentimento religioso non poteva che essere vissuto come cosa soggettiva.
Hegel analizza poi le altre due religioni di maggior spessore: quella giudaica e quella greca.
La religione ebrea mostra una profonda scissione al suo interno già dagli scritti biblici del diluvio universale dove la natura tradisce i suoi figli e il Dio ebrei è dipinto come padrone piuttosto che come padre. Il signore diventa quindi padrone della natura che gli è sottomessa diventando così il tutto che si sottopone il niente che vi sarebbe senza di lui.
Il Dio trascendente giudaico è in contrapposizione, o in inimicizia, con la natura e di conseguenza anche con l’uomo, si dimostra come geloso e pretende una fedeltà esclusiva da parte dell’uomo fedeltà che risulta minata anche solo con la ricostruzione di rapporti di amicizia con i popoli vicini considerandolo come tradimento. Gli ebrei diventano così vittime di un destino da loro stessi provocato.
Tale visione è totalmente messa in discussione da quella proposta da Gesù che promuove una legge d’amore per unire tutti gli esseri viventi tra loro.
La figura di Gesù era più vicina al mondo greco piuttosto che a quello ebraico, questi infatti si basavano su un rapporto di spirito bellezza che professava anche una certa armonia con la natura e tra essa e l’uomo. Procurava una coesione sociale.
Nella grecità vedrà però poi un’innocenza che andrà pian piano scemando a causa del concetto di eticità maturato nelle polis, vi sarà un rifiuto dell’astratto per il concreto.
Tanto i greci quanto Gesù sono però stati sconfitti, il loro spirito di armonia è stato superato dalla civiltà moderna portando una scissione tra individui tipica del liberalismo.
Gesù è morto ucciso dal suo stesso popolo e le chiese cristiane ne hanno tradito l’autenticità del suo messaggio.
Hegel critica la morale kantiana per la sua ragione illuminista che lacera il dualismo tra uomo e Dio nonché tra intelletto finito umano e infinito.
Kant ha liberato la religione dai suoi elementi esteriori riportandola a una morale razionale ma la sua stessa morale, quella kantiana, è accostabile a quella ebrea così come quest’ultima è definita la religione dell’infelicità l’uomo kantiano è lacerato dall’ideologia dell’infinito a cui mira ma che non potrà mai raggiungere, è posto tra il dovere e il piacere ma senza scelta.
La nuova religione che propone Hegel supera questa scissione posta da Kant con una conciliazione che rimanda alla figura di Gesù e al suo volere: la profetizzazione dell’amore per unire l’uomo a Dio, l’uomo con l’uomo e il dovere razionale con la natura sensibile.
Pone però un concetto di amore ben lontano dal “freddo sentimento” kantiano.
Quando l’uomo si sarà congiunto con il divino la sua ricerca muterà di direzione e non si attenderà una rivoluzione dei popoli tramite religione ma una rivoluzione tramite filosofia ed evoluzione storica.

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