Georg Wilhelm Friedrich Hegel- Idealismo storico-dialettico

Secondo il pensiero hegeliano "Tutto ciò che è reale è razionale. Tutto ciò che è razionale è reale". Dunque la realtà, in quanto razionale, è esattamente ciò che deve essere.

Tutto è pensiero e tutto è Dio (assoluto). Nulla ha senso se lo estrapoliamo dal contesto nel quale è inserito. Questa visione è detta 'visione organicistica'. I singoli soggetti della scienza, se estrapolati, non hanno senso. Dunque, il finito esiste e ha valore solo quando è parte di un intero. "Vero è l'intero" diceva Hegel, e la realtà è la fusione di finito e infinito.
La filosofia sintetica, la ragione, la logica, è ciò che capisce la realtà. Non è l'analitica.

Il percorso hegeliano non ha mai fine, in quanto stabilisce un continuo divenire. Il mondo, tutto ciò che accade, è infatti, considerata una tappa del divenire; un percorso con tappe propedeutiche alla realizzazione del Dio. Napoleone era, ad esempio, considerato come uno degli uomini che sono stati in grado di incarnare lo spirito del tempo. Sono stati e hanno attuato le loro idee in un momento in cui quelle idee erano giuste essere applicate: quindi chi fallisce politicamente, lo ha perché non incarna lo spirito del tempo. Se qualcosa si manifesta, allora è razionale, e quindi ciò che ha successo, lo ha perché è razionale.

Un paradosso del sistema hegeliano legato a questo aspetto della razionalità: egli dice che la realtà è razionale, ma che anche cambiarla è razionale.
I successori di Hegel vedevano in lui la completezza dell'assoluto.

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