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Georg Wilhelm Hegel - Scienza della logica

La logica è la scienza dell’idea pura.
Il percorso della coscienza è trattato nella “Fenomenologia dello spirito”, ma non è il punto di partenza. Manca infatti ciò che è prima ancora della coscienza: l'idea pura.

Essa sussiste solo quando si realizza nella coscienza, ma esiste. E’ l’elemento astratto del pensiero. E’ un po’ come Dio prima ancora della Creazione.

La logica si occupa dunque dell’organizzazione del mondo nella fase del pensiero, cioè studia le modalità in cui si struttura il mondo, che seguono quelle in cui si struttura la ragione.

In questa visione i concetti diventano dunque le determinazioni della realtà nella sua essenza necessaria. Essi hanno valore ontologico, sono dei modi d’essere dell’essere.
quindi realtà = razionalità, logica = metafisica.

L’idea comincia con la categoria dell’essere (è l’incipit, l’essere nella sua indeterminazione).
A questo punto l’essere deve realizzarsi nel non-essere. Questo implica il divenire.

Volendo tirare le somme, in principio – per Hegel - abbiamo quindi l’essere indeterminato, è sia essere determinato che un nulla nella determinazione. A causa di questo nulla, esso diviene, divenendo non essere (che è distinto dall’essere) per tornare all’essere determinato.

L’essere diviene essere determinato tramite tre categorie: qualità, quantità, misura.
Dopo che è determinato, l’essere è essenza.
L’essenza è la “verità dell’essere”, la sua individuazione.
La verità dell’essenza è invece la ragione, cioè il soggetto è tutta la realtà. E’ l’Io Penso determinante se stesso e tutte le determinazioni logiche. Il soggetto chiama dunque essenza l’essere. Abbiamo quindi essere indeterminato, essenza e concetto (soggettivo, oggettivo, assoluto), che ritorna all’assoluto negando la differenza tra essenza ed essere.

Dall’essenza nasce il concetto di oggettività, soggettività, e l’idea (o concetto assoluto).
Il concetto soggettivo è la logica, che fa capo al soggetto.
Il concetto oggettivo sono invece le categorie del mondo.
Il concetto assoluto è invece la ragione e l’idea.
In questi stadi il mondo ancora non esiste. Quando esso si è concretizzato, siamo infatti nella “fenomenologia”.

L’essenza è dunque la ragione dell'esistenza. Ogni essenza è diversa da tutte le altre, ma è uguale a se stessa. Per questo procede nell’esistere e può individuare.

Nel momento in cui essa passa all’esistenza, si deve manifestare. Diventa quindi fenomeno. Il fenomeno implica identità tra essenza ed esistenza perché la realtà è fenomeno, ma è manifestazione dell’essenza.

Dunque, se l’essenza è l’individuazione dell’essere, essa ne diventa ragione d’essere, ma essa non può esistere se non vi è l’esistenza. Che senso ha infatti parlare dell’umanità se non c’è l’uomo? Quindi realtà = essenza + esistenza (manifestazione del mondo), ragione dell’esistenza e fenomeno.

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