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Georg Wilhelm Hegel - Filosofia dello spirito

Nel 1817 Hegel pubblica l’opera “Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio”.

Il sistema di Hegel comprende: logica, filosofia della natura, filosofia dello spirito.
Sono i tre momenti di concretizzazione della ragione.
La logica tratta dell’idea, la filosofia della natura tratta della natura (nella quale l’io nega se stesso perché ancora non sa che il mondo l’ha creato lui) e la filosofia dello spirito tratta dello spirito (consapevolezza), che torna compiutamente all’idea.

La logica si occupa dell’organizzazione del mondo nella fase del pensiero, cioè studia le modalità in cui si struttura il mondo, che seguono quelle in cui si struttura la ragione.

Nella filosofia della natura, invece, Hegel vuole determinare concettualmente la natura (l’idea estraniata da sé, la pura negazione dell’idea).

Hegel riprende quindi la concezione di Fichte riguardo la natura come un non-io.
La natura è:
1) accidentale;
2) eseteriore;
3) meccanicistica (necessaria).
La scienza considera la natura come un puro aggregato di fenomeni. Hegel invece la concepisce in termini organicistici (una realtà vivente).
Anche la natura dà luogo ad un divenire di tesi, antitesi e sintesi. Essi sono la meccanica (che definisce i fenomeni in spazio, tempo e materia. I corpi seguono leggi di attrazione e repulsione, dunque la natura non è statica. La legge gravitazionale universale, per esempio, stabilisce relazione tra i corpi), fisica (che culmina con la fisica organica e ritiene che la vita dell’uomo sia l’intelligenza) e la fisica attuale in senso hegeliano (lo spirito nella natura).

Con la filosofia dello spirito, lo spirito diviene invece autocosciente, cioè pensa se stesso e in quanto tale diviene spirito assoluto.
Dal punto di vista istituzionale passa così all’affermazione assoluta. Si identifica con la civiltà. Attraverso il progredire della civiltà avviene la comprensione della razionalità.

Lo stato è dunque l’unione dei cittadini, non sommatoria, ma la manifestazione della sostanza etica che comprende quella degli individui.
Lo stato fa parte di un insieme di cui è espressione , lo spirito dell'umanità. Se lo stato non rappresenta più tale spirito esso tramonta, solitamente mediante la guerra.
Hegel è quindi favorevole allo storicismo, secondo cui tutto si succede necessariamente. Non è contrapposizione (come sosterrà ad esempio Marx) ma solo superamento.

Dall’ “enciclopedia “ è possibile trarre i fondamenti della filosofia di Hegel, che sono i seguenti.
La realtà coincide con la totalità. Il molteplice ne è solo l’incarnazione. Il finito è la concretizzazione della razionalità.
La razionalità è concreta e coincide con le istituzioni.
La realtà è un dispiegarsi di essa: inconsapevole nella natura e consapevole nell’uomo.
Reale è la totalità della natura e della natura storica, costituite da processi necessari.

La sostanza di ciascun momento è la ragion d’essere.
Realtà è dunque uguale alla razionalità.

Nello spirito assoluto la ragione ha piena consapevolezza di sé, e viene a sapere che niente è fuori dallo spirito in tre momenti:
1) arte (tesi), che si innalza con la rappresentazione dell’assoluto;
2) religione (antitesi), che si innalza con l'intuizione all’assoluto;
3) filosofia (sintesi), che ci arriva con il concetto.

L’arte può essere simbolica, classica e romantica.
L’arte classica contempla la perfetta armonia tra forma e contenuto.
L’arte simbolica non riesce a rappresentare il contenuto, ma solo la forma;
L’arte romantica è tale per cui il contenuto non raggiunge la forma.
Di conseguenza l’arte è insufficiente a rappresentare l’assoluto.

La religione è a metà strada tra l’intuizione e il concetto.
Per esprimere Dio si usano metafore, si pongono immagini che ce lo possano far capire, ma il concetto non è possibile.

Nel panteismo Dio appare ingabbiato nella natura, allora si passa all’individualismo, nel quale Dio è solo spirituale.
Il cristianesimo rappresenta la struttura migliore tra finito ed infinito. Ma essa non lo esprime dialetticamente.

Si passa allora alla filosofia.
Si chiude quindi il ciclo. E’ la storia della concretizzazione dello spirito.

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