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Il giusnaturalismo
"L'origine dello stato" Hobbes

1 Le azioni umane derivano dalla volontà e questa dalla speranza e dal timore. L'uomo per preservare la sua vita, la sua natura, deve uscire dalle leggi naturali. Ognuno mantiene il diritto alla propria difesa con ogni mezzo, ovvero ognuno mantiene il diritto su tutto, i il diritto di guerra.

2 L'osservanza delle leggi naturali è necessaria alla pace e la sicurezza è necessaria all'osservanza delle leggi naturali. Per giungere a questa sicurezza bisogna fare in modo che il numero delle persone che si accordano per darsi un aiuto reciproco sia di molto superiore al numero delle persone propensi alla violenza piuttosto che all'aiuto.

3 L'accordo di molti, inteso come società di mutuo soccorso, non da a chi vi aderisce la sicurezza. La diversità di opinioni, la differenza dei loro desideri, la rivalità, l'invidia, farà scindere il gruppo in modo che nessuno vorrà più portare l'aiuto promesso. E' necessario fare in modo che vi sia un timore che spinga quelli che si sono accordati a non dividersi quando qualche loro bene privato discordi da quello comune.

4 Aristotele chiama molti animali (api, formiche ecc.) politici, poichè, pur mancanti della ragione, con l'accordo comune dirigono le loro azioni. Poichè le loro società non sono Stati, non dovrebbero essere chiamati politici: il loro ordinamento è, infatti, fondato su molte volontà tendenti ad un unico oggetto e non sopra una volontà sola. Questi animali non hanno bisogno di nient'altro che del loro istinto per conservare gli accordi, gli uomini, invece, no:
• Gli uomini litigano per ragioni d'onore e di dignità che portano alla guerra, le bestie no.
• Negli animali l'istinto guida tutti verso beni comune che è uguale al bene individuale, nell'uomo questi due beni si differenziano.
• Gli animali privi di ragione non vedono difetti nell'ordinamento della loro società, mentre l'uomo, credendosi superiore ai suoi simili, cerca di apportare innovazioni che portano alla guerra.
• Gli animali, pur comunicando, sono privi della parola, mentre l'uomo con questa scatena guerre.
• Gli animali non distinguono il torto dal danno, non accusando i compagni sino a che loro va bene. Gli uomini invece sono tanto più molesti allo stato quanto più sono oziosi.
• L'accordo tra le bestie è naturale mentre gli accordi umani derivano da patti e sono perciò artificiali.

5 Poichè la convergenza di molte volontà verso un solo scopo non basta per conservare e istituire una difesa si richiede che la volontà di tuti sia una sola e che si sottometta quindi alla volontà di un altro.

6 Questa sottomissione ha luogo quando ognuno si obbliga a non fare resistenza all'individuo o dell'assemblea a cui sarà sottomesso; questo accordo si chiama unione.

7 Chi sottomette la propria volontà a quella di un altro trasferisce in questo il diritto di usare ad usare le proprie forze e i propri averi.

8 Un'unione così fatta si chiama Stato, ossia società civile, poichè, essendo la volontà di tutti ridotta a una sola, si può considerare una persona sola. Lo Stato è quindi un'unica persona la cui volontà, si deve ritenere la volontà di tutti questi individui.

9 Benchè lo Stato sia una persona civile, non accade inversamente che tutte le persone civili sia uno Stato. Accade che molti cittadini si riuniscano per svolgere determinate attività, come le società commerciali, ma queste non sono Stati poichè i membri non si sono sottomessi alla volontà della associazione ma solo ad alcune cose determinate dallo Stato. Società di questo tipo sono persone subordinate allo Stato.

10 In ogni Stato quell'individuo a cui gli altri hanno sottoposto la loro volontà si dice che ha la sovranità. Questo potere consiste nel fatto che ciascun cittadino rinuncia al diritto di opporre resistenza. Ciascun cittadino si chiama suddito.

11 Ci sono due tipi di stati: in uno i cittadini si sottomettono a chi fa loro paura o a qualcun'altro da cui sono protetti; il primo è quello seguito dai vinti di guerra, che così fanno per non essere uccisi, il secondo da quelli che non sono ancora stati vinti, per non diventarlo in seguito; il primo modo ha origine dalla potenza naturale, e si può parlare di origine naturale dello Stato, il secondo dalla decisione di quelli che si uniscono e si parla di origne convenzionale dello Stato. Lo Stato naturale è quello dispotico dove il sovrano acquista i cittadini con la volontà, quello Convenzionale, o politico, dove i cittadini di loro spontanea volontà impongono a se stessi un autorità munita di sovranità.

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