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Il giusnaturalismo in contrapposizione al positivismo giuridico

Il diritto naturale vede le sue origini nell’antichità, questo inizia ad affermarsi come dottrina solo nel XVII secolo, tale teorica postula l’esistenza di un complesso di regole autoevidenti di giustizia e di valori etico sociali che hanno il loro costante fondamento nella natura razionale dell’uomo. Al diritto naturale si contrappone la concezione positivistica, secondo cui l’unico diritto esistente è il diritto positivo, intendendosi con questo la volontà espressa dal legislatore. Il giusnaturalismo lo possiamo definire una concezione dualistica poiché riconosce l’esistenza sia del diritto naturale che diritto positivo, ma afferma che il primo prevalga sul secondo; diversamente la concezione positivistica, non riconosce l’esistenza di entrambi diritti per tale ragione parliamo di concezione monistica. Secondo quest’ultima concezione il diritto naturale è rappresentato da una serie di principi etici che hanno esistenza fuori dall’ordinamento giuridico, non hanno alcuna autorità né forza coercitiva. Nel corso della storia è possibile osservare la dialettica contrapposizione tra diritto naturale e positivismo giuridico: in alcuni periodo l’uomo, coerentemente con il periodo storico trova fiducia nel legislatore, si pensi al periodo che precede la dittatura fascista; nel periodo, invece, successivo alla dittatura vedremo che l’uomo si ancora al diritto naturale, a quei principi e valori etici poiché ha perso la fiducia nel legislatore. Da un punto di vista giuridico, vedremo che quando si raggiungerà una concezione di equilibrio tra diritto naturale e diritto positivo, il diritto naturale sarà positivizzato nel codice.

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