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Giordano Bruno

Il domenicano Bruno ebbe con la religione un rapporto inquieto, poiché vagheggiava un ritorno alla fonti della dottrina dei vangeli e pare che nella propria cella abolisse le immagini dei santi e conservasse solo il crocifisso. Queste e altre circostanze fecero iniziare un secondo processo di eresia (1576).
Bruno è un pensatore molto importante perchè ha posto le premesse della scienza moderna:
* Sotto il profilo cosmologico giunge per affermare ciò che neanche Copernico aveva osato supporre, cioè che il nostro sistema planetario si estende all’infinito comprendendo innumerevoli altri sistemi planetari. Pertanto l’universo risulta privo di “centro”.
* Sotto il profilo teorico dopo aver infranto la vecchia immagine di un mondo chiuso su se stesso, prende coscienza del fatto che nel nuovo universo infinito non era possibile fissare un sistema di coordinate spaziali valido sempre, pertanto non esita a dedurne che forse anche il vecchio sistema di coordinate intellettuali andava rivisto e che occorreva distruggere ogni presunta certezza di abbandonare il criterio di valutazione assoluta.
* Tutto ciò sotto il profilo religioso ed etico si traduce in una nuova concezione di Dio, dell’uomo e nell’impostazione di una nuova morale che afferma non solo princìpi, ma anche il diritto dell’uomo di condurre anche in questo campo una ricerca individuale, critica ed antidogmatica.
La cosmologia bruniana è debitrice dell’opera di Copernico, nasce sullo sfondo di una filosofia che accoglie e ripensa ipotesi della cultura rinascimentale. Ciò emerge nei cosiddetti dialoghi italiani:
1. "De la causa, principio et uno" è il primo dei tre e tende a illustrare i principi base della conoscenza. I principi investigati sono di natura gnoseologica e riguardano i concetti di Dio e universo:
* Per quanto riguarda Dio sostiene che sarebbe vano provare a definirLo diversamente da come E' definito nei testi sacri. Essendo la divinità “superiore ad ogni senso e intelletto” il filosofo naturale deve accontentarsi di conoscerla studiando le sue creazioni.
* Per Universo, Bruno intende ciò che è definito sotto il duplice aspetto della forma e della materia che costituiscono una medesima sostanza. Poiché la causa ed il principio immanente del tutto è Dio, che è infinito, l’universo non può che essere infinito anch’esso. Si trattava di una teoria rivoluzionaria in rapporto alle concezioni aristoteliche tolemaiche.
2. L’interesse filosofico-scientifico è testimoniato in un altro dialogo: de l’"Infinito Universo et Mondi" che contesta i princìpi basilari della fisica aristotelica: distinzione tra mondo celeste e mondo terrestre, immobilità della terra, l’esistenza di un centro universo, i concetti di alto, basso, destra, sinistra. La nuova concezione del cosmo delinea un universo animato da forze vitali (la terra ed i corpi celesti sono chiamati animali mobili), e un’infinità di mondi simili al nostro.
3. Nel terzo dialogo "La cena de le Ceneri", su questa nuova immagine dell’universo si innestano dottrine filosofiche di carattere generale:
* In primo luogo quella della rivendicazione alla ricerca scientifica, la più completa libertà nei riguardi di qualsiasi opinione costituita, anche di quella copernicana. Non si tratta di sostituire un sistema del mondo con un altro, ma di cominciare a osservare la natura in modo diretto e autonomo.
* In secondo luogo, Bruno emancipa la ricerca scientifica delle verità di fede nei termini che tra poco avrebbero reso celebre Galileo Galilei: i testi sacri sono stati concepiti per educare moralmente le genti e non per insegnare qualche verità scientifica che sarebbe vano cercare in essi.

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