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Giordano Bruno-Le opere

Opere
Bruno, nella quasi totalità delle sue opere, manifesta un vivace quanto intenso amore della vita, in contrapposizione all’amore di Dio. Tale predilezione si prospetta come scelta di una vocazione mondana, non più mistica divina, ravvisabile in un amore per la vita definibile dionisiaco (coglierla natura nella sua fisicità). Esprime la concezione religiosa dell’antica Grecia che nei punti misterici di Orfeo - Dionisio individuava la tendenza dell’uomo di cogliere la natura nella sua totalità e fisicità. Amore per la natura, si traduce quindi, in amore verso tutti i valori terreni cioè, quello slancio per ciò che è lo scopo, la propria naturalità, in altri termini la valorizzazione di se stessi come corpo che è parte integrante della natura (immedesimazione), con tutto ciò che ne comporta. Bruno, proprio attraverso quest’amore, trae il suo interesse per la natura che, considerò sempre sensibile e viva; da qui quindi, la sua propensione per la magia, fondata sulla base del panpsichismo universale dei maghi. Dunque, rimase anche favorevolmente impressionato per la mnemotecnica, sviluppata da Raimondo Lullo, mirante non solo a individuare le tecniche per la memorizzazione ma, soprattutto a regolamentare e scansionare i processi mentali con quelli della realtà, in modo tale che entrambi fossero coincidenti. Come scrive lo stesso Bruno, capaci di “prendere d’assalto la natura, cogliendo con immediatezza il tutto”. Quindi in quest’ottica nuova, critica in modo alquanto insolito e singolare il metodo scientifico, che secondo la sua opinione, procedeva con quella pretesa di metodicità inutile nei confronti della natura, che è animata, e può essere colta solo mediante uno slancio della mente.

L’interesse per la natura si traduce in una religione della natura, reale termine della religiosità e del filosofare. Considera tutte le religioni storiche (dette positive) e, giunge alla conclusione che esse siano utili a governare i popoli rozzi. Perciò, non assumono alcun significato filosofico. La religione, è considerata unicamente come un sistema di credenze, di superstizioni, assurde e contrarie alla ragione oltre che alla natura, deridendola come “Santa asinità”. Tuttavia, stima un’altra religiosità, quella dei teologi (gli intellettuali) che hanno cercato la via per giungere a Dio e che valuta come la vera filosofia e stesso filosofare. Si tratta di una sapienza originaria, tramandata da Mosè e rielaborata nel corso del tempo, la cui tradizione religiosa rintraccia nei presocratici, da consultare e rivisitare continuamente

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