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Galileo Galilei

1.Vita e opere

Nasce a Pisa il 15 febbraio 1564
1574: trasferimento a Firenze
1581: si iscrive in medicina spinto dal padre, non avrà fortuna e si dimetterà.
Torna a Firenze e si dà agli studi matematici

Scoperte Astronomiche => costruzione cannocchiale, riconosciuta utile e importante da Keplero.

1616: Cardinal Bellamino ammonisce Galileo di professare la nuova astronomia

Pubblica: 1) il saggiatore (sulle comete), 1623
2) Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (Tolemaico, Copernicano), 1632
3) Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a 2 nuove scienze.

Processato dal settembre 1632 al 22 giugno 1633: Galileo abiura ed è condannato al confino, prima dall’arcivescovo di siena, suo amico poi a casa sua ad arcetri dove scrive i “discorsi e le dimostrazioni”

2. L’autonomia della scienza e il rifiuto del principio di autorità

Galileo è il primo scienziato del suo tempo a difendere l’autonomi scientifica dalla chiesa e dagli aristotelici. Alcuni suoi contemporanei invece non osavano schierarsi contro la chiesa.

2.1 La polemica contro la chiesa e i teologi

La controriforma dice che la scienza deve essere d’accordo con le sacre scritture, ma il credente deve accettare solo il messaggio morale della bibbia o tutta la scrittura?
Il cardinal Bellarmino sostiene di sì, insieme a quasi tutti gli altri teologi.
Infatti ignorare parti della bibbia non intaccherebbe la fede, ma comprometterebbe la veridicità della bibbia.

Galileo => scienziato => una posizione del genere ostacola il sapere e danneggia la religione stessa
Ma che, smentita dalla scienza, perde credito tra i fedeli, la bibbia è la base credente della religione e la natura è l’oggetto della scienza, così esse sono
Derivanti entrambe da Dio, la bibbia come dettatura dello spirito, la natura
Osservatissima esecutrice degli ordini di Dio.

Dio parla tramite:
a) la bìBibbia (libro scritto in lingua popolare), la bibbia è finalizzata alla salvezza ed è arbitra in campo religioso
b) la Natura (libro scritto in lingua matematica), la scienza è finalizzata alla conoscenza ed è arbitra in campo naturale.
I contrasti fra verità scientifiche e bibbia vanno risolti rivedendo l’interpretazione della scrittura.

2.2 La polemica contro gli aristotelici

La scienza oltre ad essere autonoma dalla chiesa, deve esserlo anche dall’ autorità culturale di Aristotele.
Galileo non è contro Aristotele, che secondo lui amava la verità, ce l’ha con i suoi discepoli che, invece di concentrare i loro studi sulla natura, li attuano sui libri, vivendo in un mondo di carta diverso da quello naturale.

a) se Aristotele fosse vivo riconoscerebbe Galileo come suo discepolo e non gli Aristotelici attuali; inoltre avrebbe cambiato le proprie idee in armonia con le nuove scoperte
b) Gli aristotelici sono sostenitori di un dogmatismo anti-scientifico che ostacola l’avanzamento del sapere ed inebetisce gli intelletti.

3. Gli studi fisici di Galileo

Gli studi fisici di Galileo sono incentrati principalmente sul moto dei corpi, dal principio d’inerzia alla caduta dei gravi; Essi ci sono inoltre utili per comprendere il metodo.

3.1 Il principio d’inerzia

Per la fisica Aristotelica:

Quiete: Stato naturale dei corpi
Moto: Qualcosa di temporaneo, che cessa non appena s’interrompe la forza che lo produce

1) naturale: Moto con cui un corpo si dirige verso il suo luogo naturale (oggetti pesanti => basso; oggetti leggeri=> alto)
2) Violento: Moto che conduce un corpo fuori dal suo luogo naturale.

Galileo invece sostiene che un corpo mantiene il suo stato di quiete o moto rettilineo finché altre forze non vengono a modificare questo stato.

3.2 Le leggi sulla caduta dei gravi ed il secondo principio della dinamica.

Galileo fa degli esperimenti mentali e, secondo delle leggende, sulla torre di pisa, con dei gravi, e giunge alla conclusione che, nel vuoto, due corpi di diverso peso hanno uguale velocità.

Ma le battaglie culturali che lo impegnarono maggiormente furono quelle sulle scoperte astronomiche.

4. La distruzione della cosmologia Aristotelica-Tolemaica.

Galileo rifiuta il dualismo astronomico cielo-terra come differenza tra moto rettilineo uniforme, esclusivamente sublunare, e moto circolare.
Infatti egli, nel 1610, con il Nuctius Sidereus annuncia di aver potuto dare conferma alla teoria copernicana e di aver demolito quella tolemaica.

4.1 Le scoperte astronomiche ed “il fine della scienza Aristotelica”

1) scoperta che la luna non è perfetta ma ha macchie e crateri e questa è la prima smentita ad Aristotele (diceva che la luna era liscia e perfetta)
2) scoperta pianeti medicei che ruotano attorno a Giove: smontata l’ipotesi che solo la terra fosse il centro delle rotazioni, ma se Giove ruota attorno al sole con i suoi pianeti, come sostiene copernico, nulla vieta che la terra faccia lo stesso con la luna suo satellite.
3) Scoperta delle macchie solari: I corpi celesti sono soggetti a mutamenti e non sono incorruttibili (e costituiti da etere), i corpi celesti si alterano => smentito Aristotele.

Alcuni si rifiutano di guardare il telescopio perché diabolico, atri dissero di non vedere le macchie nel sole, altri ancora ipotizzarono il passaggio dei corpi celesti al momento dell’osservazione.
Galileo, inoltre, scopre che la terra non è l’unico pianeta opaco nel cosmo, scoprendo venere e le sue fasi.

4.2 il “dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” e la difesa del copernicanesimo.

I personaggi:

SIMPLICIO (Aristotelico)- SALVIATI (Copernicano)- SAGFREDO (Moderatore dalla parte di Salviati)

4 Giornate:

1)Accusa al dualismo cosmico cielo-terra di Aristotele (Sidereus Nuncius)
2) Discussione del moto terrestre: l’aria si muove con la terra, che quindi non provoca nessun vento, e con essa tutti gli esseri o oggetti che vi si trovano; i gravi seguono il movimento terrestre e non cadono obliqui.
3)Dimostrato il moto rotatorio della terra
4) esposizione della teoria sulle maree

5. La scoperta del cannocchiale e la difesa del suo valore scientifico

Galileo rivoluziona l’astronomia grazie anche al cannocchiale.
Accostamento tra scienza e tecnica: inusuale per quei tempi.
Olandese inventa il cannocchiale, Galileo ne costruisce uno ma la sua grandezza sta nell’averlo adoperato per la scienza piuttosto che per il divertimento.
La chiesa si difende dicendo: Come si può credere più a Galileo e ad un cannocchiale piuttosto che alla parola di Dio?

6. Il metodo della scienza

Scopre il metodo della fisica che spalanca le porta alle scoperte di Newton e di Einstein:

Il metodo consta di
a) momento risolutivo o analitico che si divide in:
osservazione dei fenomeni
misurazione matematica dei dati
ipotesi
b) Momento compositivo o sintetico
Esperimento e verifica
Formulazione della legge

6.1 Le “sensate esperienze” e le “necessarie dimostrazioni”

Cuore del metodo di Galileo:
a)sensata esperienza: esperienza dei sensi, empirica, attraverso cui spesso Galileo è riuscito a formulare ipotesi, come nel caso delle fasi di venere.

c) necessaria dimostrazione: E’ la parte del ragionamento logico, partendo da un intuizione si passa per una supposizione e si arriva ad una legge, che deve essere verificata.

6.2- Induzione e deduzione

Galileo non è né solo induttivista (osservazione instancabile), né solo deduttiva, cioè solo logica.
In realtà alterna un momento all’altro, dove l’induzione implica sempre una deduzione, ed essendo l’induzione frutto dell’intuizione. In ogni caso nell’induzione, oltre alla parte qualitativa, vi sono dati che vengono poi rielaborati matematicamente nella deduzione.

La scienza è composta da:
a) sensate esperienze (= momento osservativo e deduttivo)
b) necessarie dimostrazioni (= momento ipotetico e deduttivo)

6.3- Esperienza e verifica

L’esperienza di cui parla Galileo non è quella immediata, che può essere ingannevole, bensì quella teorico-matematica, che poi deve essere verificata, ma non nel mondo reale, bensì in un laboratorio dove si ricreano le condizioni affinché un fenomeno si compia.
Spesso, quando non è possibile organizzare un esperienza, si ricorre all’esperimento mentale.

6.4- Il metodo Galileiano e la scienza antica.

La forza del metodo Galileiano sta nel fatto che egli riuscì ad unire il momento osservativi e induttivo con quello ipotetico e deduttivo, mentre gli antichi si limitavano o soltanto all’applicazione teorica ed astratta di leggi generali, o erano troppo aderenti alla realtà e ai suoi aspetti ingannevoli, senza mai verificarla.

7- Metodo e Filosofia

Galileo mette in luce che:
a) La natura è un ordine oggettivo governato da cause ed effetti
b) L’uomo non può decidere ciò che è utile o no in natura secondo la sua utilità, in maniera antropocentrica.
L’uomo deve studiare, come della natura e non i perché.

7.1- I presupposti e giustificazioni filosofiche del metodo.
Galileo si ispira a delle idee filosofiche nel suo metodo
1) struttura matematica del cosmo (Pitagorici)
2) Distinzione tra proprietà soggettive ed oggettive degli oggetti (Democrito-atomismo)
3) Natura uniforme
4) L’uomo e Dio conoscono la verità con il medesimo grado di certezza (Neoplatonici- I gradi o ipostasi)


7.2- il “Realismo di Galileo”

Respinge il finalismo (a favore delle cause meccaniche) e l’essenzialismo (a favore delle leggi) giustificando:
a) Il valore della matematica
b) Lo studio delle quantità
c) La validità del principio di causa
d) La verità della scienza

Con le teorie della:
a) Struttura matematica del cosmo
b) Distinzione tra proprietà soggettive ed oggettive
c) Uniformità della natura
d) Identica certezza tra conoscenza umana e divina.

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