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Galileo Galilei
(1564-1642)

Sul piano letterario si nota l'importanza di Galileo perché riprende la tradizione umanistica del dialogo e dell’epistola per la sua trattatistica, che però viene anche profondamente innovata, ovvero resa più adatta ad un pubblico ampio ed eterogeneo. Galileo utilizza il volgare fiorentino, lingua per lui naturale, ed introduce un utilizzo per i tecnicismi scientifici di vocaboli appartenenti al linguaggio comune che corrispondano ai latinismi usati sino ad allora.

Le sue vicende biografiche possono essere riassunte in quattro fasi, che corrispondono anche ad una precisa produzione letteraria:

*1564-1592 - La sua vita è segnata dall’infanzia pisana e dalla giovinezza fiorentina, e dagli studi di medicina a Pisa, fino all’incarico come insegnante di matematica sempre presso Pisa.

*1592-1615 - E’ il periodo dell’insegnamento presso Padova e della pubblicazione del “Sidereus Nuncius” (1610), nonché dell’importante ritorno a Firenze alla corte di Cosimo II de’ Medici, da cui è dichiarato “filosofo e matematico”. In questo periodo riscuote successo presso l’accademia dei Lincei e perfino fra i Gesuiti di Roma.

*1616-1633 - Galileo ricevi i primi moniti da parte della Chiesa e tenta così di conciliare i due aspetti asserendo che la tesi copernicana fosse una ipotesi meramente matematica, non aderente al vero. In questi anni pubblica il Saggiatore (1623) e appronta il Dialogo (edito nel 1632), subito requisito dalla censura, essendo mancato l’appoggio del nuovo papa Urbano VIII (al secolo Maffeo Barberini) in cui Galileo aveva tanto sperato.

*1633-1642 - Galileo è costretto ad abiurare ed il suo ultimo testo viene pubblicato a Leida, nei Paesi Bassi. Muore nel 1642, lasciando un grande patrimonio conoscitivo, letterario e scientifico.

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