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Galileo GAlilei - Pensiero

• Galileo Galilei critica il principio di autorità rappresentato dalla Chiesa.
• Come Bacone, egli cerca di superare la logica astratta di Aristotele e soprattutto dei filosofi medievali. Con costoro [..] indicavano un finalismo della natura e un essenzialismo.
• Finalismo: credere che la natura sia stata organizzata in modo tale da poter far consentire all’uomo degli scopi che sono ultraterreni, escatologici.
• Essenzialismo: riguarda la ricerca di qualcosa che non esiste, ma che si ipotizza esserci. Dietro l’osservazione dei dati sensibili c’è qualcosa che si chiama essenza, qualcosa di determinante, la natura stessa che va oltre la percezione dei cinque sensi. Questo significa portare la metafisica nel sensibile.
• Questa è la parte destruens, la critica che rimuove il sapere tradizionale. Qual è il sapere a cui fa riferimento Galilei? La pars costruens o parte cognitiva. Essa inizia con un primo stadio, quello delle “sensate esperienze”. Ma quali sono? Quelle osservazioni che sono guidate da ipotesi.

Per esempio ciò che avviene quando sezioniamo i cadaveri nel campo della medicina. I medici partono da ipotesi e vanno poi a constatare sezionando i cadaveri per accertarsi di come fluisce il sangue o qualche altra cosa.
• Fatto questo, si passa al secondo stadio, che è quello delle “necessarie dimostrazioni”, cioè questa organizzazione dei dati non deve avvenire secondo una catalogazione tecnica, ma attraverso l’elaborazione della matematica.
• L’ultimo stadio è la “verifica sperimentale”, cioè lo scienziato non può formulare una legge se prima non ha condotto degli esperimenti, i quali non si possono fare nella natura stessa, ma in laboratorio. A questo punto può avvenire la formulazione della legge fisica.
Egli scoprirà il principio di inerzia e la caduta dei corpi. Galilei non poteva provare la caduta dei corpi nel vuoto, eppure lui ipotizza che questi corpi hanno una diversa caduta perché trovano resistenza, perché c’è il peso specifico.

Con Galilei si afferma una concezione altamente razionalista, perché l’universo per lui va esaminato non mettendo in evidenza spiritualità, trascendenza o qualità metafisiche (essenzialismo e finalismo) o mettendo in evidenza qualità soggettive, ma tutto ciò che conta quando si esamina la realtà secondo calcoli matematici.

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