Galileo Galilei: la vita e le opere

Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564, studia medicina, fisica e matematica e si interessa anche di letteratura, scrivendo saggi di uso privato su Dante, Tasso e sul prediletto Ariosto. Insegna matematica nelle Università di Pisa e di Padova ma abbandona l’incarico quando il Granduca di Toscana Cosimo II lo nomina suo “Matematico e filosofo primario”.
Torna in Toscana dove prosegue gli studi e le ricerche astronomiche, per cui si avvale del cannocchiale, costruito perfezionando una preesistente invenzione olandese. Nel 1611 presenta a Roma scoperte e osservazioni in parte descritte nel Sidereus nuncius , illustra il metodo sperimentale basato sull’esperienza empirica e viene accolto nell’Accademia dei Lincei. A questa data Galileo ha già aderito esplicitamente alla teoria eliocentrica di Copernico, avvallata anche dalle gerarchie ecclesiastiche, e ne ha verificato la veridicità con l’ausilio del telescopio. Lo scienziato conferma questa posizione con le quattro “lettere copernicane” del 1613-1615, nelle quali affronta anche il rapporto scienza-fede cercando di conciliare ricerca sperimentale e ortodossia cattolica. Nel 1616 la tesi eliocentrica viene ufficialmente dichiarata eretica e proscritta dalla Chiesa e Galileo viene ammonito dal cardinale Bellarmino a non perseverare nell’errore e a non professare né insegnare le idee copernicane. Galileo tuttavia non demorde e, malgrado le precarie condizioni di salute, continua a lavorare ai suoi progetti: nel 1623 viene pubblicato Il saggiatore, mentre il trattato sulla “costituzione del mondo”, il Dialogo sopra due massimi sistemi del mondo, a cui lo scienziato lavora da molti anni, esce solo nel 1632. nonostante le premure di Galileo per ottenere l’imprimatur pontificio, accettando di cambiarne il titolo e di presentare la teoria copernicana come “pura ipotesi matematica”, appena pubblicata, l’opera viene condannata dalla Chiesa, che sospende la vendita del libro. All’inizio del 1633, ormai infermo, Galileo viene processato dal tribunale del Sant’Uffizio romano, che proibisce il Dialogo, lo costringe ad abiurare e lo condanna alla segregazione formale a vita. Lo scienziato trascorre gli ultimi anni nella villa di Arcetri e qui, assistito dai discepoli Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, compone l’importante opera scientifica Discorsi e dimostrazioni matematiche, intorno a due nuove scienze attinenti alla mecanica ed i movimenti locali. Ormai completamente cieco, Galileo muore all’inizio del 1642.

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