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Galileo Galilei

Galileo Galilei nacque a Pisa nel 1564 e inizialmente si dedicò agli studi di Medicina, per poi appassionarsi alla Matematica e all’Astronomia. Dopo aver insegnato all’università di Padova, la Chiesa nel 1616 bocciò le teorie copernicane e impose a Galileo di non continuare le sue ricerche. Nel 1618 il passaggio di alcune comete riaccese l’interesse per il cosmo di Galileo, che continuò i suoi studi. Pubblicò diversi testi, subito banditi e messi all’Indice. Di lì a breve, Galileo fu processato nel 1633 dal Tribunale dell’Inquisizione e condannato agli arresti domiciliari. Galileo, relegato in casa sua, continuò a pubblicare e a studiare, affidando le sue opere ad un caro amico, che le divulgò in Olanda pochi anni dopo.

Un nuovo strumento

Galileo si fece portare dall’Olanda un prototipo di cannocchiale, il quale era abbastanza rudimentale e utile solo per guardare a piccole distanze. Galileo lo perfezionò e riuscì a guardare in cielo un numero maggiore di stelle. Grazie alle sue osservazioni, Galileo scopre che le stelle non sono fisse e non delimitano la fine dello spazio conosciuto, per cui l’astronomo pone le basi per la teoria dell’infinità dell’universo.

Galileo fa dei disegni e nota che la superficie della Luna è piena di valli, crateri e montagne, proprio come la Terra. Cede quindi l’idea che tutto ciò che si trova al di fuori della Terra sia immutabile e dunque perfetto. Le fasi di Venere, osservate e riportate da Galileo, dimostrano che la Terra deve necessariamente compiere una rivoluzione intorno al Sole. Un’altra scoperta sensazionale riguarda l’individuazione delle stelle medicee, ovvero alcuni dei satelliti di Giove. Cade il baluardo delle sfere cristalline e perfette.
Copernico era stato mal giudicato dalla Chiesa perché le sue idee contrastavano quanto spiegato nella Bibbia. Le sue erano solo dimostrazioni matematiche, ma Galileo pubblicò teorie concrete e disegni, con tanto di calcoli e confutazioni. La Chiesa scelse quindi di agire e in un processo condannò il copernicanesimo e spinse Galileo all’abiura.
Ragione e fede

Galileo è un uomo di scienza, ma anche di fede cattolica e praticante. Sostiene che la ragione e Dio coincidano, perché Dio ha dato all’uomo l’intelligenza per scoprire il mondo. Galileo, inoltre, diceva che la Bibbia si rivolgeva a uomini del passato con scarse conoscenze sulla natura e lo scopo delle Sacre Scritture è soltanto di tipo morale, non scientifico. Per di più, Galileo diceva che la natura segue il corso di Dio mentre le Sacre Scritture si sono dovute adattare alla comprensione degli uomini, risultando spesso errate. Nonostante l’ammonimento del 1616, Galileo ribadisce che scienza e religione devono essere separate, perché la prima opera con i fatti, con i numeri e le esperienze sensate.

Il cosmo di Galileo

Per Galileo gli aristotelici erano in netta contraddizione. Anzitutto, considerando immutabili tutti i corpi celesti, avevano scordato del divenire che affligge la Terra. In secondo luogo, se tutto l’universo fosse immutabile, diventerebbe sterile, inutile e ostile alla vita. Per giunta, per Galileo era sbagliato considerare tutti i corpi celesti creati da Dio in funzione degli uomini, ovvero è sbagliato credere che l’universo abbia solo fini utili per l’uomo. Scoprendo angoli reconditi del nostro Sistema Solare, Galileo aiutò a superare un’interpretazione teologica erronea del cosmo.

Esperimento della Torre

Galileo tentò di dimostrare il moto della Terra ponendo le basi della fisica moderna. Egli diceva che se la Terra si muove davvero da Oriente verso Occidente, un peso lanciato dall’alto dovrebbe cadere verso quest’ultima parte. Come spiegherà poi con gli studi sul piano inclinato e il principio di inerzia, per Galilei il moto una volta impresso è proprio del corpo. Se non interviene niente a modificarlo, si conserva finché non trova un ostacolo. Così spiegava il perché del moto della Terra e nessuno che se ne accorgeva.

Metodo Scientifico

Come sappiamo, Galileo inventò il Metodo Scientifico, ancora oggi adottato, per condurre esperimenti e trarre delle conclusioni. Partendo da un’ipotesi, si conducono esperimenti che possano comprovarla e alla fine, analizzando eventuali dati o fenomeni riscontrati, si può giungere ad una conclusione. Con questo ragionamento pratico, la scienza poté progredire.

Il realismo di Galilei

Galileo sapeva benissimo che non tutto si può spiegare con la scienza e in alcuni casi è lì che va a parare una determinata cultura o religione. Per lui tutto l’universo era espressione della volontà divina ed essendo pura era tutta regolata da leggi matematiche. Galileo distingueva tra cose conoscibili, quindi quello che si può dimostrare con fatti e calcoli, e cose sensoriali, cioè che alcune proprietà non sono della materia ma derivano dall’uso degli organi di senso (come i colori o i sapori).
Galileo diceva che in questo modo la scienza poteva conoscere la realtà e comprendere il senso della vita. Siccome Dio ha creato ogni cosa, ha un’intelligenza estensiva, cioè al di sopra delle capacità umane poiché è la mente dietro tutto ciò che ci circonda. Intensiva, invece, è la mentalità umana, poiché si limita a studiare solo i fenomeni quantificabili. Pur essendo limitata e circoscritta alle esperienze quotidiane, lontane e svincolate dalla religione, la scienza è perfetta, oggettiva ed esaustiva nelle sue spiegazioni coerenti.

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