gaiabox di gaiabox
Ominide 3551 punti

Quando parla di «sensate esperienze», Galilei è interessato alla ricerca scientifica; con quell'espressione, egli definisce quindi l'osservazione sistematica e non il rapporto spontaneo e immediato attraverso il quale i nostri sensi percepiscono la realtà nell'esperienza di tutti i giorni. Vi è inoltre da considerare l'uso degli strumenti, come per esempio il cannocchiale. Fino a Galilei il mondo indagabile scientificamente si era identificato con il mondo percepito direttamente dai sensi. Il cannocchiale di Galilei comporta uno straordinario potenziamento della capacità dell'uomo di osservare la realtà. Ne risultano dilatati i confini del mondo: all'universo di Bruno, immaginato, si sostituisce così un universo percepito; attraverso l'uso del cannocchiale, i corpi celesti divengono oggetti fisici.
Lo stesso avviene con il microscopio, che apre la possibilità di esperire sensibilmente fenomeni di piccolissime dimensioni, che sfuggono a occhio nudo. Galilei critica l'ingenua fiducia nell'esperienza professata dagli aristotelici (almeno quando si accorda con la dottrina peripatetica). Il filosofo pisano sa bene che i sensi possono ingannarsi, soprattutto nella percezione di fenomeni nuovi; e inoltre sa che i dati osservati si prestano a differenti e molteplici interpretazioni. Per questo motivo, nell'ambito dell'indagine scientifica, è indispensabile per Galilei che l'esperienza venga subordinata a criteri e strategie di natura razionale.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email