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RISPOTE SU: "PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA"

1. Il fenomeno chiamato "dimenticanza dei nomi” è causato da un disturbo del nuovo argomento ad opera del precedente . Ovvero, l ‘associazione d ’ idee disturba il pensiero che è sul punto di esser formulato, poiché sottrae ad esso la nostra attenzione, e così non riusciamo a portarlo a termine. Ciò non comporta solo il dimenticare una certa cosa, ma anche il ricordarla falsamente. E più ci sforziamo di ricordare il pensiero dimenticato, più ci si presentano alla mente dei nomi, che nonostante siano immediatamente riconosciuti come errati, continuano ad imporsi con grande insistenza. Tali nomi sono detti “nomi sostitutivi“. Il processo che deve riportarci il nome cercato si è spostato, richiamando una soluzione errata. Tratte tali riflessioni, Freud ritiene che questo spostamento non sia un evento casuale, ma che segua un preciso percorso psichico, regolato da leggi. La dimenticanza di un nome può esser spiegata solo ricordando l‘argomento immediatamente precedente e può essere riconosciuto come disturbo dell‘argomento, che era appena affiorato, da parte del precedente.

2. L ‘ analogia tra dimenticanza , falsi ricordi e ricordi di copertura è , a pare mio, assai stretta, poiché tutti e tre questi fenomeni sono legati ad uno spostamento del processo psichico del ricordo, e tramite essi ci è permesso risalire a ciò che davvero ci interessava; facendo tutto ciò, ovviamente, ci possiamo servire di metodi regolati da leggi precise, e non mediante supposizioni,…ecc…

3. Freud per lo studio e la spiegazione del fenomeno dei lapsus si serve di un saggio del 1895 di Meringer e Mayer, tuttavia da essi prenderà solo un minimo spunto, poiché le loro opinioni non coincidono con quelle dell‘inventore dalla psicoanalisi. I lapsus possono essere verbali, di scrittura o di lettura; quelli di tipo verbale sono il risultato di una perturbazione del discorso che può essere causata dall‘influenza di un'altra parte dello stesso discorso, la quale viene anticipata o posticipata da una seconda froma della frase che si vuol dire o da influssi esterni. Tali lapsus si posso verificare sottoforma di contaminazione o di sostituzione; in entrambi i casi hanno un ruolo determinante i fonemi vaganti, situati sotto la soglia della coscienza e che causano la deformazione delle parole; spesso sono echi di parole o frasi appena proferite. Talvolta le cause sono riconducibile alla somiglianza tra le varie parole o alla loro contiguità logica nel nostro inconscio. Le influenze psichiche si possono verificare in maniera positiva, cioè con un flusso non inibito delle associazioni lessicali e fonetiche innescate dai suoni pronunciati, o negativa, con la perdita o il cedimento degli effetti inibitori della volontà. Spesso nel lapsus si afferma un ‘ idea che si vorrebbe reprimere; in molti di essi avvenuti mediante sostituzione , questa prescinde dalle leggi fonetiche. Esempi :

- Il dottor Steckel in una tempestosa assemblea generale : “ Ora ci combattiamo ( STREITEN ) - invece di imbattiamo ( SCHREITEN ) - sul quarto punto dell ‘ ordine del giorno “.
- Un professore nella sua prolusione inaugurale : “Non sono disposto ( GENEIGT ) - invece di adatto ( GEEGNET ) - a illustrare i meriti del mio stimatissimo predecessore“.
- Il dottor Steckel narra : “Una certa persona vuole descrivere il rapporto tra due amici , uno dei quali , va tenuto presente , è ebreo . Egli dice : "Vivevano insieme come Castore e Pollak . Non era affatto una spiritosaggine ; chi parlava non si era neanche accorto del lapsus finché non glielo feci notare io".

4. Gli altri tipi di dimenticanza che Freud tratta sono :
- dimenticanza di parole straniere ;
- dimenticanza di impressioni e di propositi ;
- dimenticanza di nomi e di sequenze di parole.
Esempi : 1. Dimenticanza della parola “ aliquis “ citata dal discorso fatto da Didone , abbandonata dall ‘ amato Enea (VIRGILIO , Eneide ) . 2. “ Una giovane ragazza aveva sciupato, tagliandola, una stoffa dalla quale voleva ricavare un colletto. Dovette perciò ricorrere alla sarta per tentare di aggiustare quello che si poteva. Quando arrivò la sarta e la ragazza volle riprendere il pezzo di colletto mal tagliato dal cassetto in cui credeva di averlo messo, non riuscì a ritrovarlo. Buttò tutto sottosopra ma non lo trovò. Quando , piena di rabbia, si sedette chiedendosi perché esso fosse improvvisamente scomparso, e se per caso non fosse lei a non volerlo trovare, pensò che naturalmente si vergognava davanti alla sarta di avere guastato una cosa tanto semplice come un colletto. Non appena ebbe fatto questa riflessione si alzò , si diresse verso un altro armadio e tirò fuori al primo colpo il colletto rovinato”. 3. Una volta, accingendomi a prendere un biglietto alla stazione Reichenhall, non mi vuol venire in mente il nome, che del resto mi era molto familiare, della principale stazione successiva, dalla quale sono passato tante volte. Devo per forza cercarlo sull ‘orario ferroviario. Il nome è Rosenheim ( = casa delle rose ). Allora capisco subito per quale associazione mi era sfuggito. Un‘ora prima avevo fatto visita a mia sorella che sta vicino a Reichenhall; mia sorella si chiama Rosa : ecco dunque un altro Rosenheim ( casa di Rosa ) . Questo nome mi è stato portato via dal “complesso familiare”.

5. La dimenticanza di propositi è il gruppo di fenomeni meglio indicato a dimostrare la tesi che lo scemare dell‘attenzione sia in sé sufficiente a spiegare un‘azione mancata. Un proposito è un impulso all‘azione che è già stato approvato, però nell’intervallo tra tale approvazione ed il presunto compimento del proposito può subentrare un mutamento nei motivi, così che impedisca l‘esecuzione di quest’ultimo; esso però non viene dimenticato, bensì riveduto e annullato. Nelle situazioni delle relazioni amorose e in quelle delle gerarchie militari c ‘è la dimostrazione che la dimenticanza di propositi giustifica la presunzione di motivi inconfessati: sia la donna che la gerarchia militare, infatti, pretendono che ogni cosa che li riguardi sia di riparo alla dimenticanza, creando così l‘illusione che la dimenticanza sia ammissibile solo nelle cose trascurabili.

6. A differenza della dimenticanza accompagnata da falso ricordo, gli errori di memoria non vengono riconosciuti come tali, ma trovano credito. Parliamo di “errore” anziché di “falso ricordo” quando nel materiale psichico da riprodurre si vuol dare rilievo al carattere della realtà obiettiva, dove si vuol ricordare qualcosa che sia non un fatto della vita psichica, ma qualcosa di accessibile alla conferma o confutazione da parte della memoria altrui. Esempio:
- A p. 135 dell’ “Interpretazione dei sogni” il padre di Annibale viene chiamato Asdrubale. Questo errore mi ha dato particolarmente fastidio, ma ha rafforzato la mia concezione intorno a questo tipo di errori. Sulla storia dei Barcidi pochi lettori del libro sono più informati di quanto non sia io stesso, che feci questo errore lasciandomelo sfuggire fino alle terze bozze. Il padre di Annibale si chiamava Amilcare Barca. Asdrubale era il nome del fratello di Annibale e anche del cognato che era stato suo predecessore nel comando .
- Brill racconta che una signora, nel chiedergli notizie di una comune conoscente, chiama costei, erroneamente, con il suo nome da ragazza. Avvertita, ammette che il marito di quella signora non le va a genio e che non era stata contenta di quel matrimonio.

7. Il fenomeno del cosiddetto deja vu è l’ impressione, che a volte si ha, di aver già vissuto una volta la stessa esperienza, senza però riuscire a ricordare quel passato che sentiamo così vivamente; si tratta di un giudizio di conoscenza, non di un’ impressione vera e propria . E’ sbagliato considerarla un’ illusione, poiché viene effettivamente toccato qualcosa che si è già vissuto una volta, solo che non possiamo ricordarlo con precisione perché esso non è mai stato cosciente.

8. Per tirare un po’ le somme di queste analisi riportate da Freud possiamo dire che certe insufficienze della nostra psiche e certe azioni solo all’apparenza intenzionali, se vengono analizzate mediante la psicoanalisi, risulteranno ben motivate e determinate da motivi ignoti alla coscienza. Per dare una conclusione più chiara e schematica al discorso, è utile prendere a esempio una piccola lista di punti stilati da Freud, i quali raccolgono le caratteristiche necessarie che un atto mancato deve avere per esser inserito nella classe dei fenomeni da spiegarsi nei termini definiti poc’anzi . Essi sono:
a) non deve oltrepassare una certa misura, designata dall’ espressione “entro l’ambito della normalità“.
b) Deve avere il carattere della perturbazione momentanea e temporanea. Se veniamo corretti da qualcun altro, dobbiamo subito riconoscere l’erroneità del nostro processo psichico.
c) Se in generale percepiamo l’atto mancato, non dobbiamo sentire in noi nulla che possa presentarsi come sua motivazione, ma dobbiamo essere tentati di spiegarlo con la “disattenzione“ o ascriverlo al “caso“.
Rimangono dunque in questo gruppo i casi di dimenticanza e gli errori nonostante una conoscenza migliore, i lapsus di parola , di lettura , di scrittura , le sbadataggini e le cosiddette azioni casuali .

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