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Positivismo

Il positivismo nacque agli inizi dell'Ottocento tuttavia fu nella seconda metà del secolo che esso ebbe maggior diffusione (a causa dei sempre maggiori successi della scienza). Questa corrente filosofica infatti è caratterizzata dall'esaltazione e dalla completa fiducia nella scienza. La prima opera positivista è “Corso di Filosofia Positiva” di Comte, pubblicata nel 1822. Per Comte “positivo” indica tutto ciò che è concreto ed utile e che perciò incida concretamente sulla realtà, in opposizione alla filosofia fino ad allora compiuta che era astratta, utopica e perciò inutile e oziosa. Per Compte, laureato in Matematica, il metodo scientifico doveva essere l'unico metodo alla base della ricerca umana in ogni ambito, perciò la metafisica (e filosofi come Platone, Spinoza e Leibniz) perde completamente valore. Comte reinterpreta il compito della filosofia che diventa ancella della scienza (opposta al compito che essa svolse nel Medioevo, quando era ancella della teologia), e le assegna il compito di enunciare i principi comuni a tutte le scienze [vedi anche “Comte”].

Da dove deriva?
Chi è il personaggio che ne dà inizio?

Basi storiche-culturali
• L'800 è il secolo in cui le tecniche assumono grande importanza nella vita di tutti i giorni. Le nuove scoperte scientifiche fanno si che ci sia una grande fiducia nelle scienze e nell'uomo.
• La rivoluzione industriale contribuisce al take-off industriale, al decollo economico.
• L'espansione coloniale dà alle potenze europee prestigio, peso economico e militare.
Il progresso era sotto gli occhi di tutti, e inizia quindi a influenzare i filosofi.

Radici illuministiche.
Il positivismo può essere visto come un prosecuzione dell'illuminismo del settecento per alcune caratteristiche:
• Ottimismo verso l’attività umana, da cui dipende il futuro
• il sapere e la ragione devono essere al servizio della felicità di tutti
• la visione è laica, i filosofi sono spesso atei o deisti
• grande fiducia nella ragione e nel sapere, nel progresso
• la scienza è esaltata, fa progredire l'uomo, tutto ciò è positivo

Ci sono però anche delle differenze con l'illuminismo
• c'è una minore carica polemica: gli illuministi volevano cambiare la società; mentre i positivisti vivono in un mondo più equilibrato
• viene abbandonata la fondazione epistemologica della scienza; Kant si era posto il problema di sapere cos'era scienze e cosa non lo era → distinzione tra sapere e opinione.

• Nell'800 si pensa che sono i risultati a dimostrare che la scienza è tale, il positivismo dà per scontata la scienza, a seguito del successo nelle recenti scoperte e invenzioni.
(Questa concezione cadrà poi durante la I Guerra Mondiale.)

Radici romantiche
• Ottimismo, l'ottimismo romantico si può definire con la frase di Hegel: “Tutto ciò che è reale è razionale, e tutto ciò che è razionale è reale”.
• Visione giustificazionista del reale: ci sono delle fasi particolari nella storia dell'uomo che preludono ad ulteriori miglioramenti e queste fasi seguono un processo logico. La grande speranza è che ci sia un perpetuo miglioramento.
• Processo ascensionale e cumulativo della storia, del sapere e della scienza.
• Ricerca dei significati assoluti, che vengono trovati della scienza.

Il positivismo è anche simile all'idealismo, ma non arrivano alle stesse conclusioni perché durante l'idealismo non c'è stata la rivoluzione industriale-economica.
Il positivismo esprime le necessità della società borghese e capitalistica del 1800.
Nasce in Francia con Comte.

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