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La filosofia di Cartesio

Periodo storico:
Nel 600 si colloca un periodo storico in cui, grazie alla Rivoluzione scientifica, nasce una nuova Scienza. L'uomo ritrova dunque nella ragione la possibilità di dominare il mondo. I temi che richiamano l'attenzione dei filosofi nel 600 sono il riconoscimento della soggettività umana e l'esigenza di approfondirla e il rapporto tra l'uomo e il mondo.
Uno tra i più importanti filosofi dell'epoca è Cartesio, che segna la svolta decisiva dal Rinascimento all'età moderna, essendo il fondatore del Razionalismo moderno.
Cartesio nasce nel 1596 in Francia da una famiglia di recente nobiltà. Nella sua infanzia è educato in un collegio Gesuitico. Ne sussegue gli studi di diritto all'Università, ma ne è drasticamente insoddisfatto dalla preparazione di stampo prevalentemente umanistico per cui appena maggiorenne lascia gli studi per dedicarsi alla sua carriere militare. In questi anni è portato a viaggiare molto. Soggiorna per breve tempo in Olanda,poi in Danimarca e in Germania. Compie anche alcuni viaggi in Italia anche se vive prevalentemente in Francia. Nella sua vita è sempre alla ricerca della verità per questo scrive diverse opere. Ricordiamo:

Regulae ad directionem ingenii;
La ricerca della verità mediante il lume naturale;
Le meteore;
La geometria;
L'epistolario;
I principi di filosofia;
Il Mondo (o trattato sulla luce)
L'interesse principale di Cartesio è rivolto verso l'uomo, e quindi verso se stesso. Egli delinea il proprio ideale scientifico e spiega i motivi che lo hanno condotto a distaccarsi dalla Scolastica ed ad elaborare un nuovo e rivoluzionario metodo filosofico, dato che si rende conto di non essere in possesso di alcun criterio per distinguere il vero dal falso. L'intento di Cartesio era quello di innalzare un nuovo edificio del sapere, dotandolo di un fondamento metafisico solido e coerente. Secondo il filosofo il metodo più chiaro e certo è quello matematico, in quanto ritiene che la matematica sia una scienza universale in grado di organizzare qualunque tipo di dati e costituire una scienza sistematica e completa, secondo "ordine e misura". Come abbiamo già accennato a Cartesio si fa risalire il Razionalismo Moderno, ovvero quella corrente filosofica che vede nella Ragione il fondamentale organo di verità e lo strumento per elaborare una nuova visione del mondo. La Ragione , o "senso buono", è uguale per natura in tutti gli uomini .E' la "facoltà di ben giudicare e di distinguere il vero dal falso e non basta avere un ben ingegno: quel che conta è usarlo bene!"
Cartesio è convinto che il metodo matematico richieda una giustificazione, deve cioè esser riportato ad un fondamento ultimo, di tipo metafisico. Egli avvia la ricerca sul fondamento ultimo del sapere mediante un procedimento originale : il dubbio metodico. Esso consiste nel gettare come interamente falso tutto ciò in cui possa immaginare il minimo dubbio, per vedere se, così facendo, alla fine resti qualcosa di indubitabile. Dal dubbio giunge al cogito, poiché egli ritiene che di tutto posso dubitare, tranne del fatto stesso di dubitare, cioè di pensare, quindi di esistere!
Frase celebre del filosofo francese è "Cogito Ergo Sum" ("Penso dunque sono")
Questa verità è conosciuta di per sé, ossia frutto di un'intuizione e non di un ragionamento. Da ciò Cartesio ne trae il suo fondamentale criterio di verità: l'Evidenza.
Come abbiamo già detto Cartesio formula un "Metodo conoscitivo" formato da 4 regole fondamentali:
1) L'evidenza: quell'intuizione chiara e distinta.
2) L'analisi: per la quale un problema viene risolto nelle parti più semplici da considerarsi separatamente.
3) La sintesi: per la quale si passa dalle conoscenze più semplici alle più complesse gradualmente presupponendo che ciò sia possibile su ogni campo.
4) Enumerazione e revisione: un attento controllo dei procedimenti di analisi e sintesi effettuati.
Tornando al Cogito, Cartesio ritiene necessario esplorare quell'isola di luce. Ne deduce che il contenuto del mondo del pensiero è dato dalle Idee. Le idee sono comunemente concepite come realtà di per se sussistenti, Cartesio invece da alle idee un significato diverso e particolare. Le definisce infatti come Modi del Pensiero, la cui caratteristica specifica è quella di essere rappresentazioni mentali, ossia immagini delle cose. Cartesio distingue tre tipi di idee, a seconda della loro provenienza:
Le idee innate: cioè le idee che costituiscono il patrimonio della nostra mente, sono uguali in tutti gli uomini e sono evidenti.
Le idee avventizie: a questa classe appartengono le idee provenienti dal di fuori, sono idee illusorie frutto delle nostre esperienze.
Le idee fattizie: che sono frutto della nostra immaginazione, quindi sono delle idee inventate.

Partendo dal presupposto che le idee innate siano indice di certezza Cartesio afferma che la mente procede per deduzione,ovvero mediante un'argomentazione avente il carattere della necessità. E' un processo che parte da idee innate, quindi da idee generali ed universali, fino ad arrivare ad una conclusione, che sia più specifica, quindi si arriva a idee particolari. Ad esempio, è dalle idee universali di estensione, figura e movimento che la mente procede per determinare le leggi che regolano lo svolgimento dei fenomeni naturali. Da ciò, Cartesio usa le idee per arrivare ad una conclusione certa sull'esistenza di un Dio buono. Il filosofo infatti ci espone la sua teoria sull'esistenza di Dio grazie a tre prove:
La prima prova è relativa al fatto che il cogito è sottoposto a dubbio, perciò è imperfetto, l'idea di imperfezione è invece innata.
La seconda prova dice che se l'uomo è imperfetto allora non può avere creato se stesso, dunque dobbiamo concludere che siamo stati creati da un essere che ha la perfezione di cui noi abbiamo solo l'idea.
La terza prova infine afferma che Dio non può essere solo un idea, deve essere reale, perchè altrimenti sarebbe imperfetto e ciò è contraddittorio.

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