Sistemi filosofici

Per Fichte sono solo due i sistemi filosofici ammissibili:
• dogmatismo: che risale dall'oggetto al soggetto e che, configurandosi in metafisica come una forma di materialismo e in gnoseologia in una forma di realismo oltreché basandosi sul determinismo e sul principio di necessità, tende a negare o perlomeno a limitare la libertà;
• idealismo: che risale dal soggetto all'oggetto e che si propone come rigorosa dottrina della libertà.

“Dottrina sulla morale” (1798)

In quest'opera, Fichte introduce quello che deve essere il fine dell'uomo, ovvero la consapevolezza di far parte di un’entità infinita . Tuttavia, essendo l'uomo inteso come essere civile, deve porre dei limiti alla propria libertà affinché si possa raggiungere un'unificazione totale del genere umano. A coadiuvare questo processo di omogeneizzazione sarà il dotto, che dovrà quindi essere una sorta di guida del popolo.

“Stato commerciale chiuso” (1800)

Fichte auspica alla creazione di uno statalismo socialistico autarchico, in cui il termine "socialistico" indica la regolamentazione statale della vita pubblica e il termine "autarchico" ne sottolinea la totale autosufficienza economica.
in questo panorama lo Stato avrà quindi il dovere di tutelare e garantire i diritti naturali dell'uomo, ovvero libertà/lavoro/proprietà. Per riuscire in tale obiettivo, lo Stato:
- elabora una suddivisione delle classi dei lavoratori (produttori,trasformatori e diffusori della ricchezza);
- garantisce l'equilibrio tra le classi;
- salvaguarda i salari e controlla gli orari lavorativi.
In ambito economico, Fichte ritiene invece che lo Stato debba essere autosufficiente cosi da poter eliminare ogni tipo di contatto commerciale con l'estero anche in funzione dell'evitare la nascita di un qualsiasi tipo di conflitto con le potenze straniere.

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